sabato 21 marzo 2009

Rothfuss

Devo essere sincero? Dopo che mi aveva così convinto Il Nome del Vento di Patrick Rothfuss, col passare dei mesi, mi sento sempre meno attratto dall'idea di leggere la seconda parte, che probabilmente avrà la stessa mole. Motivo, mi preoccupano i libri molto lunghi. Probabilmente finirò per leggerla lo stesso, per via della magia di questo scrittore, perché di libri validi non ne escono moltissimi (e a volte mi rattrista che probabilmente tra i libri di cui non so assolutamente nulla ce ne sono magari parecchi che mi piacerebbero).

Peccato che per adesso la seconda parte non esce. Avevo capito male, molto male quando lo avevo recensito. Pensavo che fosse un'unica storia divisa in tre volumi per ragioni di dimensioni, vista la grande lunghezza. Fin qui, tutto vero: quello che mi sembrava ovvio e invece non lo era: pensavo che il libro fosse stato già scritto. Non era così, o se non altro esisteva soltanto una bozza da rivedere. Nel blog di Rothfuss si fa cenno a una parte da migliorare e riscrivere.
Pertanto non c'è una data precisa per l'uscita di The Wise Man's Fear (che sarà il titolo di questa seconda parte).

Aspetterò. Me la passo sempre meglio di quelli che attendono che si decida il sig. George Martin.

2 commenti:

tanabrus ha detto...

Non avrà la stessa mole. Sarà più grosso.

Comunque il rilento è dovuto al fatto che è stato travolto dal successo, ci ha messo più di un anno per riuscire a risistemarsi la vita con i nuovi impegni e a riprendere a scrivere.
Comprensibile, visto che era un esordiente e dal nulla si è ritrovato a dover girare l'America per incontri, presentazioni, firme, convention. E al contempo gestire la sua solita vita, o provarci.

Ora finalmente ha trovato l'equilibrio, da ora in poi si può considerare uno scrittore professionista (non come Martin che da decenni vive di scrittura e basta, e ancora se ne infischia delle scadenze...)

Bruno ha detto...

Speriamo che ora che ha successo non prenda da Martin le abitudini :)
Comunque se si degna di finire il libro, lo leggerò (spero che Fanucci trovi il tempo di tradurlo...)