martedì 16 novembre 2010

Perché non mi piace Matrix

In risposta a gentile sollecitazione, parlo di questo film, a metà tra la fantascienza e il fantastico. Poniamo come presupposto che lo abbiate già visto e cominciamo dalla fine, per togliercela di torno: Matrix in realtà non è solo un film, è una trilogia. I due seguiti (che in effetti sono un film solo, tagliato brutalmente in due per via della lunghezza) portano solo un paio di novità in quella che si afferma principalmente come una storia d'azione basata fin troppo sugli effetti speciali: ovvero l'accentuarsi del lato "mistico," per così dire, del personaggio di Neo, e il rilievo dato a personaggi che sono in effetti Intelligenze Artificiali che si interfacciano nella matrice. La prima cosa non mi ha convinto e mi è parsa ridicola, la seconda invece piacevole, non si vede tantissimo al cinema. Ma persa la sorpresa e la freschezza del primo film, la continuazione e la fine della storia sono stantie, anticlimatiche. I fratelli Wachowski forse avrebbero fatto meglio a evitare un seguito (salvo che per motivi di cassetta, ovviamente).

Matrix ha colpito per la cinematografia, le scene d'azione rallentate, l'originalità di certe scelte stilistiche, e per affidarsi a una premessa (tutta la realtà è una finzione) intrigante e piena di promesse per il prosieguo della storia (promesse a mio parere mantenute in parte). Ci porta un Keanu Reeves in forma, adatto per le parti dove bisogna avere un attore che sappia essere dinamico e radicato nel mondo reale e allo stesso tempo avere un "non so che" di saggio, filosofico o misterioso. Bella anche l'interpretazione di Laurence Fishburne (Morpheus) e brava perfino Carrie Anne-Moss in un ruolo che per definizione non mi piace, quello della action chick di turno, Trinity. Personalmente m'è piaciuto anche Joe Pantoliano nei panni di Cypher, il traditore.

Quello che mi ha dato fastidio è che la pretesa di profondità di questo film, tra discorsi pseudo filosofici e pseudo politici e qualche canzone arrabbiata dei Rage Against the Machine, sia stata presa così spesso sul serio. Qualcuno ha detto che Matrix è il Blade Runner degli anni 90, e la cosa mi fa orrore per la superficialità che certe opinioni rivelano.
Blade Runner è un film con un significato sociale e politico, più di quanto il suo stesso regista si curi di ammettere, ed è un classico che regge il confronto con i film moderni ancora oggi, mentre Matrix (che ha avuto una influenza estetica forte, ma ovviamente queste cose sbiadiscono velocemente al giorno d'oggi) gigioneggia con le apparenze, fa discorsi strampalati, parte da un discorso che si potrebbe supporre politico (una critica dell'alienazione e dei condizionamenti) e sfocia invece nella baggianata pseudoreligiosa, con un protagonista che diventa una sorta di incrocio tra Superman e Gesù Cristo (parole di chi ne è l'artefice, non mie).
E' un trionfo dell'effetto speciale e dell'apparire, è il classico prodotto dei nostri tempi dove grattando il marchio scintillante vedi che sotto non c'è un gran che.

Una cosa che mi fece rabbrividire quando vidi Matrix al cinema: il racconto semi-mitico della lotta fra uomini e macchine, quando gli uomini oscurarono il cielo per togliere l'energia solare che serviva alle macchine, e in risposta le macchine ridussero in schiavitù gli uomini usandoli come fonte di energia. E con questo Morpheus mostra un pila, facendo capire che un corpo umano vivo sarebbe una fonte di energia bioelettrica appetibile per le macchine. Ora, qualora il film fosse un capolavoro (e non lo è), sarebbe comunque gravemente minato alla radice visto che l'ambientazione si basa su una stupidaggine di questo tipo. Se gli umani anche da vinti hanno dato tali problemi a doverli mantenere in una realtà virtuale fatta apposta per loro, l'unica decisione ragionevole per le macchine sarebbe stata di eliminarli, una volta che li hanno avuti in pugno, per ricorrere a una fonte di calore ed energia meno difficile da gestire. Non che manchino i possibili esempi: mucche, pecore, cavalli... Se la contro-obiezione fosse che gli animali non si possono usare perché sono scomparsi (in effetti non se ne vede un gran che, nel devastato mondo reale), allora ancor più assurdo appare il finale della trilogia dove gli umani verranno liberati: senza bestiame come potranno nutrirsi? Dovrebbero continuare a mangiarsi la schifezza riciclata che veniva loro fatta assorbire nei bozzoli in cui erano prigionieri? Senza contare che, se Neo era già al limite dell'età in cui un uomo può esser staccato dalla matrice, allora questa liberazione dell'umanità al termine della trilogia sembra porre altri problemi insolubili.

Insomma, premesse contaminate di assurdità, pesanti (anche se non siamo al livello del remake di Ultimatum alla Terra di cui ho parlato quest'estate...), ma ancor più fastidiose perché nessuno sembra farci caso. Aggiungiamoci pure il fatto che l'ultima città sotto controllo degli umani, Zion, esiste come posto mitico di cui nulla viene spiegato: nei seguiti di Matrix la vedremo, a dir la verità, ma restano dei dubbi su come possa sussistere questa specie di ultimo bunker. Di cosa si nutrono i suoi abitanti? Da dove trae le risorse?

Detto tutto questo, Matrix sarebbe un film leggero ma anche piacevole qua e là, se non si prendesse così sul serio. E se non fosse stato preso così sul serio da qualcuno. Un fumettone gonfiato fino a essere analizzato dal punto di vista filosofico e religioso (c'è anche una setta nata da questo film, se diamo fede alla wikipedia).
Ma considerando che stavano per dare la parte di Neo a Nicolas Cage (che l'onnipotente ci protegga), poteva andare ancora peggio, direi.

13 commenti:

Hobina ha detto...

sono d'accordo solo in parte con la tua analisi; concordo sul 2 e 3 capitolo che ha francamente disatteso le aspettative e sui dubbi che hai avanzato in merito a Zion, però il 1 ha avuto un certo impatto, per lo meno su di me, per quanto riguarda la "parte filosofica", e anche per quanto riguarda gli effetti speciali (nel 99 non si era mai visto nulla del genere, ora fanno sorridere); non capisco invece come lo si possa paragonare a Blade Runner, mi sembra che siano 2 storie troppo diverse...purtroppo i Wachoski si son fatti prendere la mano...

Bruno ha detto...

@ Hobina: be' per quanto riguarda gli effetti speciali non si può dire niente...
Quanto al paragone con Blade Runner: è una cosa che ho sentito dire parecchie volte, spesso tra il serio e il semiserio, però è vero che sono scarsamente paragonabili.

Anonimo ha detto...

Trovo Matrix un bel film, peccato violi la prima legge della termodinamica

Bruno ha detto...

@ Anonimo: questa potevi tirarla fuori solo tu...
Dunque: la prima legge della Termodinamica dice che l'energia può trasformarsi (tra le varie forme) ma che non può essere né creata né distrutta.
Immaginando che i "miracoli" di Neo non c'entrino (come possiamo fare a sapere dove trova l'energia?) suppongo che l'osservazione abbia a che fare con l'energia bioelettrica degli umani.
Chiusi nei bozzoli con delle macchine che fanno da pastori (per così dire) gli umani vengono nutriti con i loro stessi rifiuti riciclati.
Evidentemente, se tali rifiuti sono sempre i medesimi non possono che decadere in forme (molecolari) sempre meno complesse e quindi meno energetiche, e l'energia che ne ricavano le macchine non può che venire prima o poi a cessare a causa di tale decadimento del materiale organico (senza contare la morte per fame dei prigionieri): manca un processo, in questo ciclo, che garantisca la ri-trasformazione delle scorie in materiale nutritivo energetico.
In altre parole, dovrebbe esserci qualcosa (fotosintesi? senza la luce del sole?) che fa ripartire il processo della vita, ovvero l'accrescimento energetico che parte dal materiale inerte di cui si nutrono gli autotrofi (piante), che fanno da nutrimento diretto o indiretto agli eterotrofi (erbivori e carnivori) arrivando quindi alla produzione "animale" di energia.

In parole povere: senza le piante niente energia, inutile aver asservito gli uomini. Se le macchine hanno invece padroneggiato i meccanismi della autotrofia, a maggior ragione tenere uomini prigionieri dei bozzoli è inutile.

Non avevo pensato ad approfondire la materia fino a questo punto, ma non fa una grinza, ed è un'altra debolezza dell'impalcatura di questo film.
Ma siccome non ho una grande cultura scientifica, tutto ciò che ho scritto qua sopra va preso con beneficio d'inventario.

Lucia ha detto...

Grazie della recensione, potevi farti un giro sul mio blog o sulla mia bakeka FB per avvertirmi, no?
Inizio dicendo che per me Matrix è soltanto il primo episodio, gli altri due sono stati un insulto all’intelletto di molte persone.
Per quanto riguarda le pretese pseudofilosofiche a cui ti rifersci vorrei dirti che ci sono due filosofi moderni che sostengono fermamente che la realtà è un illusione creata al computer, forse il film si è ispirato a questa teoria. Se ti serve sono quasi sicura di aver conservato il nome di questi filosofi in una cartella, perché si trattava di un articolo uscito diversi anni fa sulla rivista Focus.
Poi, per quanto riguarda il rapporto uomini-macchine, anche a me è sembrato un po’ una stupidaggine.

“Di cosa si nutrono i suoi abitanti? Da dove trae le risorse?”

L’ho pensato pure io, penso che lo abbiano pensato un po’ tutti.

Ad ogni modo matrix è un film che invita a riflettere. Una scena che ricordo bene è quella della donna bionda vestita di rosso la quale è stata messa lì “per distrarre”, nella nostra società non ci sono solo donne bionde c’è di peggio!

Bruno ha detto...

@ Lucia: non sono venuto ad avvertirti perché sapevo che prima o poi passavi :) a parte scherzi, in effetti mi hai dato l'ispirazione per mettere insieme delle idee cui pensavo da molto tempo, riguardo a questo film.

Quanto alle teorie sulla realtà e l'illusione ce ne sono parecchie fin da tempi antichi (le idee di Platone, solipsismo, ecc...), anche se non so chi possa davvero credere che la realtà sia un'illusione l'idea è interessante (il tizio che crede una cosa simile ovviamente parla della SUA realtà, perché per lui io non esisto nemmeno). La manipolazione della verità e delle menti ha comunque un grandissimo effetto sul mondo di oggi anche se la si effettua con un metodo rozzo quale la televisione. E se Matrix invita a riflettere ben venga, anche se io sottovaluto questo aspetto, lo ammetto: perché ho le mie opinioni sulle balle che ci raccontano (e che ci raccontiamo) da molto tempo prima del film.

Lucia ha detto...

Notizia di ultimo momento...ci sarà il quarto film! Oh-mio-dio!

Bruno ha detto...

@ Lucia: ringraziando il cielo, quella del quarto Matrix è una finzione (con tanto di trailer finti) che gira per la rete.

Quanto all'idea che l'umanità sia immersa in una sorta di realtà virtuale, potrei citare libri (apparsi tutti prima di Matrix) come Miraggi di Silicio di Pietroselli e Simulacron-3 di Galouye (un autore americano); tra il serio e il faceto c'è anche Razzi Amari di Disegni & Caviglia, scherzoso libro a fumetti che vendevano insieme a una videocassetta quasi 20 anni fa (chissà dove ho messo la videocassetta) dove il finale non manca di acume: la lotta eroica che porta il protagonista a sconfiggere "il sistema" non viene affatto accolta bene dalla gente che si sveglia da illusioni di bella vita impiantate nella mente, ritrovandosi in una realtà assai misera e spiacevole. Come Cypher in Matrix, ma stavolta in massa, c'è una consapevole scelta di rifugiarsi nella realtà virtuale.

Bruno ha detto...

... errata corrige: era una MUSIcassetta quella che vendevano con il libro di Disegni e Caviglia.

Pinco11 ha detto...

Matrix ha rappresentato, al momento della sua uscita, una novità di quande impatto e mi ricordo un sacco di chiacchierate fatte con amici, con grandi aspettative di tutti per i seguiti. Tra effetti speciali innovativi ed idee di fondo accattivanti e piene di domande si era presentato sin dall'inizio come un film - mito.
Il seguito aveva lasciato i primi interrogativi e dubbi tra i fan: ancora però fervevano le discussioni sulle possibili conclusioni della trilogia e c'era ancora un certo ottimismo.
Il terzo capitolo ha invece 'rovinato' un pò tutto, con conclusioni poco logiche, poco fisiche o poco gradite (vedi la trasfigurazione tipo 'Cristo' di Neo).
Restano quindi un primo episodio comunque di ottimo valore, se preso di per se, nonchè un 2 ed un 3 che eccellono ancora per gli effetti speciali (come negare la bellezza tecnica di un paio di inseguimenti o dell'attacco finale delle macchine a Zion?), ma che falliscono nel dare a Matrix una conclusione degna delle aspettative, da capolavoro, che la prima parte della storia aveva ingenerato.
Augh ! Così ho detto .. ;)

Bruno ha detto...

@ Pinco11: Augh! :) e così sia.
Io il capolavoro non ce lo vidi ma chiaramente il primo film aveva un suo impatto.

Lidia Zitara ha detto...

Ciao a tutti, bell'articolo, semplice e diretto. Ho avuto il link da "Il futuro è tornato".
Neanche a me piacciono granché i due seguiti, e se devo essere sincera non sapevo esistesse questa mitizzazione di un film che in sè è carino ma oltre non va.
Avrei solo poche considerazioni: la pila, Morpheus che mostra la Duracell..be', lì è il gioco. Se non ti ha convinto quello, è finita, perchè non c'è l'effetto "sospensione dell'incredulità" che quasi ogni racconto (visivo o narrato) richiede, e in special modo la fantascienza, proprio perchè non è scienza.
Poi devo dire ho apprezzato l'Architetto, l'errore interno di Matrix, tutta quella pappa lì.
Ad ogni modo, i due seguiti, sembrano essere fatti apposta per far nascere quelle interminabili, aporetiche discussioni su perchè succede questo, come è possibile l'altro, ecc. Un po' come le "Lost theories".
C'è chi questi film se li vede bene ma bene, e ci monta sopra infiniti significati. E' culturalmente negativo, ma se accade un motivo c'è. la società è vuota, e cerca di riempirsi con fast culture a buon mercato e semplici da digerire. La metafora matrixiana in questo caso torna utile.

Bruno ha detto...

E' vero. Matrix è un film classico di un'epoca piena di aria fritta.