lunedì 19 novembre 2012

Leggete quei benedetti manuali

Nel lontano 2009 avevo confessato in un post di trovare molto interessanti i manuali di scrittura creativa. Mi confronto spesso con persone che li odiano, gente con cui a volte si può ragionare, a volte che manifesta il suo scontento verso i suggerimenti tecnici in maniera spiritosa (vedasi questo gradevole post del Sommo Buta), e altri che diventano idrofobi appena sentono nominare le tematiche suggerite nei manuali.
Molti di quelli che vogliono scrivere credono di non averne bisogno, perché pensano che scrivere sia tutto genio e sregolatezza. Uno su mille potrebbe avere ragione per il proprio caso.

Altri probabilmente subiscono una reazione di rigetto per l'uso che dei manuali hanno fatto non pochi aspiranti scrittori che se ne sono serviti come di un ariete per aggredire le case editrici e le loro scelte editoriali (salvo poi cercare magari di entrare in quello stesso mercato dalla porta di servizio, un po' come gli eroi dell'antipolitica italiana). Le "regole" della scrittura creativa sono diventate quindi un'arma, poiché chi non faceva così-e-cosà diventava un ignorante degno dei peggiori epiteti.



Questo è ovviamente un atteggiamento strumentale. Ma, tra quelli che non hanno apprezzato certe aggressioni armate a suon di regolette, è probabilmente nato un rigetto verso i testi che parlano di scrittura creativa, pensando che vi siano solo regole rigide e imposizioni assurde.
Ovviamente chi rifiuta di leggerli scoprirebbe che non è così, se abbandonasse il proprio scetticismo. Ci sono inevitabilmente regole che vengono "caldamente" consigliate ma tutto è lasciato al buon senso e alla volontà di chi se ne serve, visto che siamo in un campo dove regna l'impressione soggettiva su ciò che è efficace o che è bello.
Con buona pace di chi dice che, mancando di seguire una certa regola, il risultato sarà inevitabilmente pessimo. E' pessimo ciò che un lettore ritiene sia pessimo, ed è pessimo solo per lui: un altro lettore magari la penserà diversamente. Il che crea anche la difficoltà di dare validi consigli quando uno scrive una recensione (il problema è: per chi la sto scrivendo? avrà gusti simili ai mei?).

Va detto che quello che consigliano i manuali è riferito al gusto del nostro periodo. Regole come quella che consiglia di limitare l'uso di avverbi e aggettivi favorisce una lettura lineare e scorrevole: non necessariamente lo scopo di chi scriveva un secolo o due fa.

Ci sono ovviamente alcune tematiche non semplici da imparare, e non del tutto intuitive, che possono piacere o non piacere. Il mio punto di vista personale su un paio di queste "regole:"
- Lo "show don't tell:" a volte sì, a volte no. Riconosco la maggiore immediatezza nel descrivere l'azione anziché limitarsi a scrivere "tizio fece questo e quello." A volte trovo preferibile tirar via, per non allungare il testo, e vedo che sono in ottima compagnia in questa scelta.
- Il punto di vista e i suoi tormenti: per quanto faticoso possa essere, credo che sia meglio imparare a usare la terza persona limitata (se non siete per la prima, ovviamente). E' possibile cambiare punto di vista spesso, del resto, e far vedere l'azione dalla visuale di tutti. Basta che sia chiaro chi sta facendo cosa. Cadere in trappola, come scrivevo qualche post fa, è facilissimo. Non sto dicendo che il caro vecchio "narratore onnisciente" non vada mai usato. Ma fidatevi, generalmente è meglio di no.

Ognuno scelga, prenda quello che vuole, anche nulla se davvero decide così. Ma se volete scrivere sul serio, leggeteli questi benedetti manuali. Male non vi fanno. E non mordono!





12 commenti:

Sam ha detto...

Ottimo post! La tua è una posizione che condivido in pieno.

sommobuta ha detto...

Parlando completamente da profano dell'argomento (chè nonostante tutto, lo sono e nemmeno lo nascondo) penso che chi ha intenzione di scrivere seriamente una buona base nozionistica la debba avere.

Ho leggiucchiato qua e là qualche "manuale del misfatto", e tutti danno ottimi consigli e fanno anche pensare. E no, non mordono. :D
Alla fine però una regola aurea non esiste: se fosse così, tutti riuscirebbero a scrivere il capolavoro da Nobel.

Bruno ha detto...

Ohh!! Come sono contento quando qualcuno finalmente mi dà ragione!! :)

Simone ha detto...

Hai proprio ragione. Secondo me si studiano le regole e poi magari non si rispettano, ma almeno si fanno le cose con cognizione di causa.

Simone

M.T. ha detto...

Lo "show don't tell:" è utile, ma non sempre va usato: in certi punti è utile narrare per avere un quadro sintetico, altrimenti si rischia di dilungarsi anche su eventi di contorno.
Il punto di vista che preferisco è quello della terza persona. Adesso va molto di moda usare la prima, ma non l'apprezzo particolarmente.
Come va di moda usare frasi non più lunghe di due righe, dove ; e : tendono a essere eliminati. Altra scelta che non condivido.

Bruno ha detto...

@ Simone: concordo al 100 per cento.
@ M.T.: io vorrei far qualcosa per salvare il punto e virgola ma è un'impresa disperata. Anche il due punti è in pericolo di estinzione ormai. Quanto allo show don't tell: capire dove è meglio usarlo e dove no. Se proprio vuoi usarlo sempre, beninteso, puoi usarlo sempre anche in una storia complessa e di lungo respiro dosando i "salti" temporali, le informazioni che dai ecc... ma ne vale davvero la pena?

M.T. ha detto...

A mio avviso no, non vale la pena, dato che si rischia di scrivere pagine quando invece sarebbe sufficiente qualche riga.

Mo_Lu ha detto...

Non leggo manuali, perché le poche volt che ci ho provato ci ho trovato solo cose che già sapevo. Con questo non voglio dire di essere un genio, solo che probabilmente sono riuscito ad assorbire le stesse nozioni da tutti i libri che ho letto precedentemente. Non ne sconsiglierei la lettura a nessuno, comunque, consiglierei solo di prenderli con le molle e non cercare di interpretarli alla lettera, adattandoli piuttosto al proprio stile. Quello che dà fastidio sono certi recensori, che si sono macinati tutti i manuali esistenti e lanciano giudizi negativi su chiunque esca dalle loro regole.
Il Moro.

Mirko Sgarbossa ha detto...

Secondo voi quale sarebbe un buon manuale di scrittura creativa? ho iniziato a scrivere qualcosa ma per ora sto andando a naso:) vorrei imparare le basi e poi sbizzarrirmi.

Bruno ha detto...

Quale? Il Prontuario dello Scrittore di Franco Forte il più pratico e utile.

Mirko Sgarbossa ha detto...

Grazie mille :)

Bruno ha detto...

prego...