martedì 15 gennaio 2013

Come NON bisogna scrivere un libro fantasy

Non sono un autore pubblicato salvo qualche raccontino su riviste e antologie o sul web, qualche volta pagato ma generalmente no. Per via della mia collaborazione con Fantasy Magazine ho comunque recensito vari libri fantasy italiani e non. E anche qui sul blog mi è capitato di dare un parere riguardo a diversi autori italiani (forse più in passato che in tempi recenti). Perciò mi è capitato che tanti abbiano chiesto una mia recensione, salvo magari essere molto scontenti del risultato, motivo che già qualche tempo fa mi aveva portato a indicare delle linee guida per evitare malintesi.
Linee guida che tendono a scoraggiare un po', in effetti. Comunque ho continuato a leggere romanzi ricevuti in visione (di solito da parte di autori esordienti). Spesso sono scrittori che hanno pubblicato a pagamento e cercano di rimediare visibilità tramite blog e social network, classica strategia di marketing povero che potrebbe anche diventare efficace, se il prodotto piace.

Il problema è che per quello che ho potuto vedere, questi autori spesso non hanno le minime basi e talvolta fanno errori anche grossolani, per quanto debba dire che la maggior parte sono a posto dal punto di vista della pura e semplice grammatica.
Temo che molti credano di poter diventare scrittori di successo dopo aver scritto il primo romanzo. Il risultato è una impazienza di vedere in libreria la propria creatura, talvolta una ipersensibilità alle critiche, e quasi sempre grossi difetti nel testo, difetti che pregiudicano la riuscita di queste operazioni editoriali.


- Compagno Stalin, ci sono centomila scrittori che vorrebbero essere pubblicati.
- Bene! Mandali tutti sul fronte di Leningrado!

Sono esistiti scrittori che al primo romanzo ci hanno subito azzeccato e hanno scritto un capolavoro. Di solito però non succede, ed è questa la prima cosa che bisognerebbe, con umiltà, imparare. Per scrivere, come per fare tante altre cose, ci vuole un po' di mestiere e allenamento.

Quindi se volete un consiglio non vi focalizzate su un solo romanzo come coronamento di tutto quello che volete dire, la vostra somma opera e altre simili romanticherie. Allenatevi partendo magari da cose meno impegnative come racconti di breve e media durata (da una a venti pagine, diciamo). Trovate in rete o anche fisicamente, se capita, il luogo dove sia possibile confrontarsi, leggere altri autori e farsi leggere, scambiarsi pareri. E ovviamente leggete molti libri, sia le novità che i classici.

Come ho già detto in un altro post, se volete fare sul serio NON HA SENSO che non seguiate un corso (attenzione a non farvi spillare cifre oscene) o non leggiate un manuale di scrittura (molto più a buon mercato)
Dal momento che le tecniche dello scrivere non sono intuitive (salvo che per qualche genio), leggere i manuali vi farà capire per lo meno cosa state ignorando e che rischi correte di conseguenza.
Se comunque siete tentati dalla retorica del genio e sregolatezza, assicuratevi di sbatterci la faccia una volta sola e poi di cambiare strada.

Dopo aver seguito questi passaggi, che certamente potrebbero impegnare il vostro tempo libero per diversi mesi prima di darvi qualche giovamento, potreste già avere una visione delle cose abbastanza diversa che vi permetterà di evitare certi errori. Come quello di correre a stampare dei romanzi che, come certi che invece purtroppo ho visto, pur non avendo veri e propri errori grammaticali e di ortografia sono legnosi, scarsamente leggibili e a tratti incomprensibili (per dialoghi creati male, punto di vista organizzato in maniera antiquata o maldestra, virtuosismi lessicali, frasi troppo lunghe).

Altre cose incomprensibili che mi è capitato di vedere sono l'uso di parole ricercate e difficili (cosa pensate di dimostrare?) e di aggettivi e avverbi a valanga. Sono sconsigliati fortemente, oggi come oggi. Magari non siete d'accordo e avete i vostri perché, ma basterebbe leggere ad alta voce un po' di frasi zeppe di aggettivi e avverbi, e poi rileggerle dopo averne falciati il più possibile, per rendersi conto che si guadagna in scorrevolezza.
Ricordate che ogni tanto al lettore può far comodo un accenno (indiretto) che gli faccia ricordare chi sia quel personaggio che aveva conosciuto brevemente molte pagine prima e che ricompare adesso; però non gli piacerà che gli ripetiate fatti importanti della trama centomila volte.

Personalmente sconsiglio a chi è alle prime armi l'inclusione di complicate ambientazioni per i propri libri fantasy. Io in realtà le ambientazioni le amo. Chi spende un po' di tempo a crearle e si sforza di renderle il più logiche e coerenti possibili fa un buon investimento per la costruzione di una trama solida, ma sbaglia se poi si sente in dovere di riversarle in massa nella sua storia. Non consiglio quindi lavori tipo creare complicate cronistorie, o alfabeti e linguaggi come Tolkien e alcuni altri hanno fatto. Non se siete alle prime armi, almeno.

Non consiglio neanche gli sperimentalismi. Non tentate di essere ermetici. Evitate di creare una trama estremamente complessa con molti personaggi da seguire. Evitate gli incisi o le dipartite per la tangente che perdono il filo della trama. Ricordate che introdurre nella narrazione passi tratti dal testo di una grande enciclopedia o cronaca (inventata) che spiega alcune cose del vostro mondo immaginario è pratica comune se fatto all'inizio del capitolo: chi lo fa nel bel mezzo del capitolo, e lo fa ripetutamente, secondo me interrompe inutilmente il ritmo della narrazione. Se siete agli inizi, siate semplici nella forma. Dopo un po' di tempo e qualche tentativo alle spalle valuterete meglio come volete scrivere.

Cercate un po' di originalità in quello che volete raccontare, ma se scrivete fantasy abbiate l'accortezza di rimanere nell'ambito del genere. Non volete scrivere del gruppo di nani che va a reclamare le proprie miniere invase dagli orchi. Benissimo, visto che con i film di Peter Jackson non se ne può più. Trovate qualche situazione nuova, non è impossibile. Piccolo consiglio: ricordate che l'originalità al cento per cento non esiste, ma non andate a scopiazzare frasi e situazionida altri libri.

Tenete presente che gli editori a pagamento non vi daranno grande aiuto per capire dove sbagliate e vi stamperanno anche un romanzo banale e scarsamente leggibile, purché diate loro i soldi. Ognuno è libero di fare quello che vuole ma bisognerebbe avere un'idea di quello che si deve ricevere e di quello che si deve spendere per non essere fregati da questo tipo di editori. Bisogna anche essere onesti con sé stessi sulle reali qualità di ciò che si sta proponendo, e rinunciare se non si è pronti.
Non mi piacciono le crociate contro le autopubblicazioni e contro l'editoria a pagamento, le trovo eccessive. Verò però è che la massa di quello che esce con questi editori è robaccia illeggibile, un vero spreco per gli autori che hanno pagato senza prima investire nella propria capacità di scrivere.

In soldoni: pensateci bene, frequentate l'ambiente e seguite ciò che si dice in giro (via rete è facile), fatevi un'idea. La pubblicazione a pagamento nella maggior parte dei casi è una scelta inutile e costosa.

Ho menzionato il tempo da spendere, che è parecchio. Se vi interessa scrivere sappiate che è lavoro su cui dovrete spendere molto tempo senza la minima certezza di guadagnarci mai un quattrino. Se avete la passione, non dovrebbe essere un problema insormontabile. Se invece la cosa vi sembra troppo onerosa probabilmente vi converrà spostarvi su altri passatempi.






7 commenti:

Irene Vanni ha detto...

Per forza! Se il libro fosse stato buono avrebbero trovato un editore serio :D

Bruno ha detto...

@ Irene Vanni: eh sarebbe bello se a ogni buon libro che si scrive uscisse fuori da sotto un funghetto l'editore che ti pubblica...

Marco Bango Siena ha detto...

" (per dialoghi creati male, punto di vista organizzato in maniera antiquata o maldestra, virtuosismi lessicali, frasi troppo lunghe)."
Questi difetti li trovi anche, ahimè, nella maggior parte dei libri sul tavolone centrale in libreria, quelli con la sovraccoperta accompagnata da fascetta da 1 milione di copie.

Alex McNab Girola ha detto...

Che commento grondante di saggezza, quella della signora Vanni.

Bruno ha detto...

per favore non litighiamo...

Miellino ha detto...

Nell'articolo parli di "manuale di scrittura" ne hai qualcuno da consigliare ?

Bruno ha detto...

Manuali?
In questo post accenno a quelli che ho letto io: http://mondifantastici.blogspot.it/2009/09/manuali-di-scrittura.html

Mentre qui parlo dell'importanza di conoscere le regole magari senza poi volerle applicare alla lettera: http://mondifantastici.blogspot.it/2012/11/leggete-quei-benedetti-manuali.html