lunedì 11 luglio 2016

Creature della Luce e delle Tenebre

Roger Zelazny alle prese con il tema preferito della sua fantascienza (intrisa di mito e molto somigliante al fantaasy): esseri superiori, immortali, divini o quasi divini, la loro natura e le loro lotte per il potere. Mentre in Signore della Luce aveva giocato con le divinità indù attorno a un singolo pianeta, in Creature della Luce e delle Tenebre (che è successivo di un paio d'anni) siamo in un enorme universo retto da personaggi con i nomi degli antichi dei egizi. In questo universo ci sono due grandi potenze, contrapposte ma in realtà complementari: la Casa della Morte e la Casa della Vita. Le reggono rispettivamente Anubi e Osiris, due esseri dai poteri immensi. Sembra un sistema ordinato e duraturo, ma vedremo che non è così. E infatti all'inizio della storia vediamo Anubi che chiama un suo fedele servo, a cui dà il nome di Wakim (scopriremo più tardi chi è davvero), e lo incarica di mettersi sulle tracce di un principe ribelle, uno fra i non molti immortali presenti sull'universo, meno di trecento, con la particolarità di essere interessato a scalzare il potere delle due Case.


Dall'altra parte Osiris sta praticamente facendo la stessa cosa. Il suo campione si chiama Horus e ha lo stesso incarico, sebbene i due agenti non abbiano alcuna intenzione di cooperare tra loro. L'avversario però non starà cone le mani in mano, e scopriremo che ha dei potentissimi alleati.
Non sto a scrivere delle scoperte che il lettore farà a poco a poco, in questa storia che riesce a dire molto in poco più di duecento pagine. I personaggi dai poteri enormi sono parecchi, e tutti diversi. Alcuni sono in possesso di manufatti, armi dal terribile potere. Altri hanno perso la propria umanità, vanno di battagli in battaglia e sono virtualmente invincibili, ma sono diventati macchine senzienti. C'è chi non è corporeo. C'è chi contiene in sé un'anomalia dell'universo, come un buco nero ma ancora più "nullo" di un buco nero, e questa natura la usa come arma a cui è praticamente impossibile resistere. Questi personaggi potentissimi, gli "angeli," vogliono rovesciare il potere congiunto delle due case, e a quanto pare hanno forza sufficiente per provarci con ottime prospettive di successo, per quanto Anubi e Osiris tentino con l'intrigo di influenzare l'esito della vicenda. Teatro della lotta sono diversi pianeti e mondi anche artificiali, posti pieni di vita e relitti di civiltà scomparse. Insomma per chi vuole trovate fantascientifiche qui ce ne sono parecchie.

C'è da dire però che lo stile di questo libro presenta diversi sperimentalismi. Capitoli brevissimi, poemi, parti narrate come atti teatrali, descrizioni criptiche. A volte funzionano, a volte no, qui ciascuno avrà la propria opinione. Io ho trovato che questa formula caotica abbia spezzettato moltissimo la narrazione, mettendomi un tantino in difficoltà e spingendomi più di una volta a chiudere temporaneamente il libro, mentre ero partito con l'intenzione di divorarlo in un fiato. Non manca, nel vero stile di Zelazny, qualche dettaglio comico o grottesco, come il Culto delle Sacre Scarpe.

In generale, direi che siamo piuttosto lontani da Signore della Luce. Questo libro mostra tutta l'inventiva dell'autore, ma non ha moltissimo da dire, come storia, rispetto a quello che Zelazny aveva già scritto. Lo trovo anche, come m'era successo con Nove Principi in Ambra, decisamente freddo. Pur essendo leggibile e godibile, credo che se volete il miglior Zelazny questo Creature della Luce e delle Tenebre non sia la prima scelta: parere personale, ovviamente.


4 commenti:

Ivano Landi ha detto...

Lo ricordo come un scrittore ostico, che mi piaceva molto ma che non sempre riuscivo a seguire nelle trame. Ti sto parlando comunque di quarant'anni fa, quando ero adolescente, adesso forse sarebbe diverso.

Bruno ha detto...

@ Ivano Landi: se parliamo di questo libro, sono perfettamente d'accordo. Alcuni degli altri che ho letto soffrono di problemi simili, e anche il bellissimo Signore della Luce ha alcune non-linearità della trama, che è spezzata in episodi che il lettore deve riannodare secondo logica.
Temo di aver letto solo due libri "poco impegnativi" di Zelazny: La Pista dell'Orrore e Jack delle Ombre. Per inciso, belli tutti e due.

Moreno Pavanello ha detto...

Al contrario, è il mio libro preferito di Zelazny!

Bruno ha detto...

Se devo scegliere, il mio libro preferito di questo autore è Signore della Luce. Segue La Pista dell'Orrore.