mercoledì 6 luglio 2016

Rat Queens

Un fumetto fantasy edito dalla Image Comics, casa americana che conoscevo per alcune serie del passato (Gen13, WildCATS, Witchblade, Cyberforce... ebbene sì, negli anni '90 compravo un po' di fumetti di supereroi). Come dice il retro della copertina di Sass and Sorcery, primo episodio di questa serie Rat Queens: Si tratta di un ritratto di personaggi femminili dall'aspetto realistico. Tipi corporei di vario genere, come le donne li vedono allo specchio, non nelle pubblicità fotoshoppate delle riviste di moda. Le Rat Queens sono mercenarie che uccidono per il profitto. Vengono presentate come Hannah la maga elfica rockabilly, Violet la combattente nana hipster, Dee la sacerdotessa atea umana, e Betty la hobbit ladra hippy. Altra citazione: Pensate a Sex & the City che incontra il Signore degli Anelli.

Ok, penso che se Tolkien non se ne fosse già andato per i fatti suoi, questa sparata lo avrebbe ucciso. Comunque ho voluto toccare con mano. Fumetto che si fa leggere, disegni a volte belli a volte meno, una trama che vabbè, piuttosto modesta... non so se continuerò con questa esperienza. Bravi artisti che forse hanno giocato troppo a D&D? Chissà.

Intendiamoci, questa recensione (mini-recensione) è scritta da uno che non è esattamente il più grande paladino del femminismo, e il retrogusto di Rat Queens potrebbe avermi influenzato.

4 commenti:

gabriele ha detto...

"sacerdotessa atea"

Non ho letto questo fumetto, ma parlando in generale la cosa che trovo più ridicola di questi tentativi è la totale mancanza di senso. Non penso che nessuno sarebbe contrario a vere storie femministe ovvero che affrontassero in maniera originale temi ben conosciuti. C'è una guerra ? Porta la pace non con le armi, ma alla maniera di Lisistrata. Invece certe storie femministe sono spesso la brutta copia di storie originali, solo con donne e minoranze varie per far vedere che possono fare le stesse identiche cose degli uomini. Anche concedendo che ci sia una componente di parodia, non riesco a immaginare come giustificarne l'esistenza.

Peraltro mi sembra che sia un problema generale di molta l'arte schierata contemporanea. Lo stesso si può dire di certa arte cristiana negli USA, che non è fatta altro che da versioni edulcorate e prive di senso di successi "normali".

Bruno ha detto...

@Gabriele: questo è il messaggio dell'empowerment (fasullo), abbastanza ubiquo del resto. Giusto giusto ne parlavo qui: http://mondifantastici.blogspot.it/2016/06/e-quella-supereroina-presa-per-il-collo.html
Comunque tutto il fantasy viaggia su questo schema. O quasi. Non è che le eroine discinte considerate come selvaggina dall'eroe alla Conan fossero meglio, probabilmente.

Marco Grande Arbitro ha detto...

Mi hai messo la pulce nell'orecchio, quasi quasi lo recupero

Bruno ha detto...

@Marco Grande Arbitro: se ti fidi delle poste italiane dammi un indirizzo (fisico) via email, che te lo spedisco aggratise.