lunedì 20 febbraio 2017

Robottoni 30 anni dopo

Per quanto riguarda le mie passioni adolescenziali, una cosa è certa: la smania per i cartoni animati giapponesi con alieni e robot (mecha) che fanno a mazzate m'ha preso forte a suo tempo ma la trovo piuttosto imbarazante da adulto. E infatti per quanto l'animazione in stile nipponico vada bene un po' per tutte le età, i temi ora sono generalmente molto più adulti, di solito ad opera del buon Miyazaki e dei suoi seguaci.

Complice Netflix e Youtube, mi sono rivisto alcuni cartoni di un tempo. Non c'è niente di meglio per ammazzare la nostalgia e non pensarci più, direi. Con pochissime differenze fra l'una e l'altra serie, i robottoni giapponesi sono semplicemente ridicoli: la trama è praticamente la stessa puntata dopo puntata, l'esito finale scontato (al punto che i travagli dell'eroe per farcela suonano solo ridicoli), e la logica totalmente assente. Come già a 10 anni di età lo spettatore si potrebbe domandare: ma il cattivo di turno, che abbia la sua base sulla Luna o al centro della Terra, perché diavolo manda un "mostro" o un robot alla settimana, per affrontare l'unico difensore dell'umanità? Non potrebbe aspettare qualche mese e poi sommergere il difensore con una superiorità di dieci a uno o più, a piacere?


Questo vale per i vari Goldrake, Jeeg, Mazinga: semplicemente inguardabili se non per la nostalgia. Credo che a suo tempo abbiano avuto successo solo per la completa rottura rispetto a ciò che all'epoca si produceva per i ragazzi. Un altro di questi anime (o volgarmente detto, cartoni animati) si salva perché era una satira: sto parlando di Daitarn, che però conosco pochissimo. Il buon Capitan Harlock invece condivide la fama dei robottoni, almeno in parte, ma è un altro tipo di storia.

Si salva a stento Gundam, la prima serie, che differiva profondamente da tutte le altre contemporanee in quanto i mezzi meccanici non avevano origini mitiche e non erano "necessariamente" pezzi unici (per quanto il robot più importante, ovvero Gundam stesso, rimanga un prototipo sperimentale, e così anche gli altri che lo accompagnano, per quanto molto meno potenti).

Ci sono due superpotenze in guerra, i robot sono uno fra molti mezzi che vengono usati, generalmente vengono prodotti in serie anche se i pezzi grossi del nemico (il principato di Zeon, qualcosa di simile a un impero asburgico nello spazio...) spesso vanno incontro alla gloria con i loro prototipi preparati su misura. Esistono problemi "normali" come danneggiamenti, rifornimenti, esaurimento di munizioni ed energia ecc... e lo stesso Gundam viene danneggiato più volte anche se inizialmente sembra quasi indistruttibile. Verrà eliminato solo all'ultima puntata.


Rivedendo la serie su Netflix ho notato che era stata alterata parecchio nella traduzione, ai tempi della prima uscita. Alcuni temi importanti come le particelle che rendono inutili i radar (costringendo a una guerra molto vecchio stile) e le persone "speciali," i newtype, erano stati fatti sparire del tutto o quasi (incidentalmente è anche da notare come trasmettendo la serie ad alta definizione una quantità di magagne dell'animazione vengano alla luce).

Da una parte la presenza di individui "speciali" è una necessità per rendere meno implausibile la vicenda che dà il via alla serie: il giovanissimo Amuro Ray (si chiamava Peter nella prima traduzione italiana) che con il libretto di istruzioni in mano sale sul robot segretissimo mentre attaccano i nemici, e come se niente fosse lo pilota e vince la sua prima battaglia.

Verso il finale della serie i newtype diventano però come una specie di semi divinità e questo fa, a mio parere, regredire Gundam verso le trame di robot di vecchio stampo, salvo il fatto che a essere invincibili non sono più i mecha, ma i piloti, che ridiventano eroi mitici. I combattenti "normali" stanno solo a fare da comprimari e questo danneggia anche la storia perché il team della Federazione che seguiamo (ovvero l'equipaggio dell'astronave "Base Bianca") aveva una ricchezza di storie personali e interazioni che vanno in sordina verso la fine.

Anche le armi diventano così micidiali che interi gruppi di navi spaziali vengono eliminati in pochi istanti, e in generale la guerra in cui i nostri eroi sono coinvolti diventa molto più dura e sinistra. Le armi dei mecha di Zeon, che inizialmente non ce la facevano ad affrontare il Gundam, falliscono nell'eliminazione di Amuro solo perché lui è ormai così abile da non essere mai raggiunto dai loro colpi in maniera fatale.


La serie ha molti elementi che hanno comunque senso solo in un programma per ragazzi. Un gruppo di civili che si mette a usare sistemi di armi all'avanguardia e all'esercito alla fine va bene che sia così; bambini orfani a cui viene consentito di restare a bordo della Base Bianca impegnata in guerra, anche quando potrebbero essere ospitati in una struttura adatta a loro; atti di insubordinazione che vengono perdonati facilmente, e via dicendo. Ci sono varie trovate, come la presenza di stati neutrali, il fatto che l'asso dei mecha nemici, Char (uno dei "cattivi" più interessanti di tutti i tempi...), abbia una sorella nell'equipaggio della Base Bianca, e varie vicende personali, a volte solo abbozzate, che nella prima traduzione forse non erano abbastanza evidenziate (o sono io che ricordo male...), tutta una serie di elementi che permettono interazioni fra i personaggi, a corredo delle vidende militari narrate.

Non è che tutti i melodrammi della serie mi piacciano, e spesso le sottotrame sono appena accennate e non hanno una conclusione, quindi non farò un panegirico di Gundam, tuttavia come solidità e varietà di temi questa serie mi sembra, ancora adesso, estremamente ben fatta, per alcuni aspetti superando anche quelle che erano le intenzioni del primo ideatore Tomino Yoshiyuki, che avrebbe voluto far morire il personaggio di Amuro nel corso della serie: una scelta molto cupa, forse eccessiva, e molto pericolosa, a meno che non si fosse reso in maniera eccellente il seguito immaginato, ovvero Char che per completare la sua vendetta contro la famiglia regnante di Zeon si allea alla Base Bianca. Così a occhio posso dire che sarei curioso di vederla prodotta, questa serie alternativa, ma resto affezionato alla vecchia.


9 commenti:

MikiMoz ha detto...

Verissimo che le opere robotiche di Nagai siano storiche per ciò che hanno rappresentato, e non certo per le trame (lo stesso si potrebbe dire di molte altre serie episodiche, col mostro della settimana: dai sentai -inclusi i Power Rangers- fino all'anima SailorMoon).
Gundam è un pezzo di storia perché rimescolava il senso dei robottoni, un po' come ha fatto negli anni '90 Evangelion.
Io ho apprezzato molto anche Gundam Wing, per dirti.

Moz-

Bruno ha detto...

Io ho visto War in the Pocket, oltre alla prima serie... non era male. Poi anche un paio di film, ma chi si ricorda... da quello che leggo comunque delle mille serie fate in seguito nessuna è alla parti dell'originale.

Marco Grande Arbitro ha detto...

Ma posso essere sincero... Hai centrato tutte le cose che non mi fanno amare i Mecha o almeno "entrarci in fissa".

M.T. ha detto...

Non per nulla i Gem Boy hanno fatto una canzone che prende in giro di brutto i cartoni giapponesi sui robot :D

Se hai modo, prova a vedere Fortezza Superdimensionale Makross (in Italia passata in tv come Robotech, cui hanno unito altre due serie che non c'entravano nulla): per me merita davvero, ha delle tematiche profonde e interessanti.

Bruno ha detto...

@ Marco Grande Arbitro: non ho capito... il realismo che apprezzo in una serie è la cosa che non la fa piacere a te se ho inteso. O non te ne è mai piaciuta nessuna?

Bruno ha detto...

@ M.T. sono purtroppo a digiuno sia della canzone che dellla serie che hai citato...

M.T. ha detto...

Qua puoi trovare il testo della canzone dei Gem Boy: http://wikitesti.com/praticamente_ovvio/ (solleva i tuoi stessi dubbi; direi che praticamente tutti quelli che hanno visto quei cartoni si sono posti le stesse domande :D )

Fortezza Superdimensionale Makross è davvero bella.

Mirko Sgarbossa ha detto...

Capisco le tue perplessità, il super robot è stato un genere importante ma invecchiato male. Evidentemente Bruno tu sei un tipo da real robot, non a caso salvi gundam che è il capostipite del genere. Ti suggerisco di guardare Dougram, è lungo (75 puntate) ma è un robotico con un solido world building. Secondo me ti piacerebbe ancor più di Gundam.

Bruno ha detto...


Chissà se ce la farei. Iniziare a guardare una nuova serie anime di questo genere, mai vista prima, alla mia veneranda età. Gundam me lo sono rivisto, ma quello mi era piaciuto molto. Ho visto una puntata di Star Blazers e mi ha fatto cadere le braccia...