domenica 21 maggio 2017

Due che non mi vedo

Sono nelle sale due film che volevo "quasi" andare a vedere. Il primo è King Arthur, Legend of Sword, titolo tradotto male in italiano (...il potere della spada). Un film fantasy (forse è una forzatura chiamare fantasy il ciclo arturiano ma sopportatemi) che sia anche un bel film è cosa rara, per cui anche su quelli mediocri si sofferma facilmente la mia attenzione. Ma quando ho letto qualche critica mi sono cadute le braccia. Nonostante la presenza di attori noti, qui siamo in un film d'azione senza grandi idee, su cui il nome di Re Artù è stato calato a forza. Il futuro sovrano è un tipo che conduce la rivolta contro un tiranno (Vortigern) salutato con uan specie di saluto nazista dalle sue truppe, tanto per intenderci sull'atmosfera. Arti marziali orientali nella britannia del quinto secolo... battaglie in CGI a manetta. Insomma niente a che vedere con il materiale che dovrebbe essere la fonte: questo film è solo un generico sbudellamento con una trama ridicola.

L'altro film è Alien Covenant: Ridley Scott ha rimesso la parola "Alien" nel titolo e a quanto pare il nostro mostro tanto amato torna alla grande. Io però mi sono riguardato il post che avevo scritto su Prometheus qualche anno fa... e mi rendo conto che se è vero che la trama si riallaccia a quel precedente film, e approfondisce alcune tematiche (e le azioni di certi personaggi) che finalmente potrebbero cominciare ad avere senso, per me sarebbe indispensabile rivederlo poiché Prometheus nella mia memoria era stato coperto da un misericordioso oblio. Ma ne vale la pena?


Dicono che questo Alien Covenant sia meglio e c'è una contrapposizione talebana tra entusiasti e detrattori. Non voglio essere tra i secondi per forza e certamente non mi ci metto senza avere visto il film. Ma, leggendo il poco che viene rivelato sulla trama, vedo che un'astronave viene attirata su un pianeta da un misterioso segnale e uno di quelli che sbarcano poi comincia a sentirsi male... e a questo punto, a parte i grandi sottotesti filosofici che indubbiamente ci saranno, mi domando: ma Ridley, quante volte devi raccontarci la stessa storia? Penso proprio che questo film me lo vedrò in streaming... forse.

lunedì 15 maggio 2017

Arrival

Ho recuperato la visione di questo film di fantascienza, senza sapere cosa aspettarmi (avevo avuto guai personali da affrontare a altro da pensare quando era arrivato nelle sale). Arrival, tratto da un racconto (Story of your life di Ted Chiang) premio Nebula nel 2000, è un film piuttosto avaro di spettacolarità ed effetti speciali, ma che mette parechia carne al fuoco per quanto riguarda la storia. Con questo non dico che sia originalissima (la principale "trovata fantascientifica" la conosce già bene chiunque abbia letto Mattatoio n. 5 di Kurt Vonnegut) ma qui la grande impresa e la grande scoperta si intreccia con la vita personale, gli affetti e gli amori della protagonista e di altre persone.


Il film parte con un'improvviso arrivo sulla Terra di una dozzina di astronavi, dodici "gusci" che non colloquiano, almeno inizialmente, con l'umanità. Si limitano a starsene lì, il che è snervante. Una linguista, Louise Banks (Amy Admas, celeberrima attrice che mi torna però alla mente solo per il ruolo in Prova a Prendermi, dove è l'infermiera che si innamora del truffatore impersonato da Di Caprio), viene prelevata con la massima urgenza dai militari per cercar di capire cosa dicono questi alieni, che finalmente si sono mostrati.

domenica 14 maggio 2017

Poveri, Bianchi, Tedeschi (segnalazione)

Segnalo il link a un articolo interessante sulla povertà e il disagio sociale in Germania. Dal momento che ho passato le mie ultime vacanze tra Francia, Lussemburgo e Germania, è un fatto di cui mi ero accorto... nella terra di Frau Merkel non va tutto bene.

E quando mi sono trovato per caso o per sbaglio in periferia, tra biondi coi sandali e i pantaloni della tuta, lì a fare niente davanti a una pizzeria, chiassosi, torso nudo, l'aspetto inequivocabilmente squattrinato, mi sono detto che forse era il caso di approfondire. A dire il vero la prima cosa che mi sono detto è: meglio sbrigarsi ad andare via, prima che per un motivo o per l'altro qui finisca male.

Vi invito quindi a leggere questa pagina...

venerdì 12 maggio 2017

Tecnica di una sconfitta

Torno alla Francia, di cui ho parlato non molto tempo fa nell'articolo sulla Francia di Vichy, per esaminare il periodo immediatamente precedente. Ovvero la sua sconfitta nella Seconda Guerra Mondiale. La caduta della Francia nel 1940 forse sembra oggi meno strana e strabiliante di quanto sia apparso all'epoca, ma è un esempio interesante di cattiva gestione di un problema militare, e perciò è rilevante parlarne ancora oggi.

In pratica questa fase del conflitto durò poche settimane e, quasi subito, fu chiaro che gli Alleati avrebbero perso. Da parte tedesca, ci si aspettava una dura lotta coi Francesi e la vittoria fu una sorpresa grandissima anche per quelli che l'avevano guadagnata.

lunedì 8 maggio 2017

Dark Star

Dark Star, opera di anarchia hippy, è un film assai bizzarro diretto da John Carpenter e realizzato con quattro soldi negli anni '70. Il regista non ha bisogno di presentazioni, in quanto è un genio del cinema americano in generale e della fantascienza in particolare. Coautore della sceneggiatura è Dan O'Bannon, che recita anche, nella parte del (falso) sergente Pinback: O'Bannon ha al suo attivo molte eccellenti opere, in quanto ha scritto la sceneggiatura di Alien e lavorato a Guerre Stellari e Heavy Metal.

La storia verte attorno all'astronave Dark Star, in viaggio ormai da vent'anni ai margini dell'universo abitato, con il suo compito di distruggere i pianeti che, per anomalie orbitali, potrebbero provocare dei danni. A causa di un incidente, anni prima, il comandante Powell è morto, e il tenente Doolittle ne ha preso il posto. Ma l'equipaggio è particolarmente annoiato e demoralizzato. Doolittle è un amante del surf con pochissima voglia di continuare la missione. Il bizzarro Pinback, che cerca di far ridere il resto dell'equipaggio con giochi e scherzi cretini, è in verità un estraneo che ne ha preso il nome e il posto... o almeno così lui stesso dice, ma non si sa se sia uno scherzo pure questo. Boiler, navigatore, fa giochi pericolosi tipo sparare con un fucile all'interno dell'astronave, e infine Talby se ne sta in una cabina a guardare le stelle e non ha più praticamente alcuna relazione con gli altri. Gli piace stare lì a guardarsi intorno, non vuole la compagnia. Il computer, con una suadente voce femminile, è come se fosse un altro membro dell'equipaggio, ma perfino le bombe sono senzienti, dialogano e ragionano.

lunedì 1 maggio 2017

American Gods, la serie TV

È arrivata su Amazon Prime la serie molto attesa ispirata al libro di Neil Gaiman. Libro che a me non era piaciuto moltissimo, ma certo American Gods lascia il segno, anche se può avere dei difetti. E così vale anche per questo primo episodio, che ha il suo punto di forza ma forse un po' anche il suo limite nella potenza grafica. Inquadrature con forti contrasti e forte colore, tanto sangue, scene truculente, un gusto per l'insolito. Per adesso la storia ricalca abbastanza quella del libro, e per quanto riguarda gli attori la scelta mi sembra buona.



Partiamo da Wednesday, il personaggio che più salta all'occhio, bizzarro amichevole truffatore, un po' magnanimo e un po' cialtrone. Ian McShane, attore inglese dalla lunga carriera, riesce secondo me a impersonarlo abbastanza bene, un volto che non dice niente di particolare ma una recitazione che lascia il segno. Shadow Moon, l'ex carcerato cui Wednesday offre un lavoro, è interpretato da Ricky Whittle (che abbiamo visto in The 100), con indubbia presenza fisica e quella solidità di espressione e di carattere che vanno bene nel ruolo. Pablo Schreiber, Leprechaun, è uno dei carcerieri in Orange is the new black. Devo dire che non lo avevo riconosciuto, la trasformazione è impressionante. Vediamo poco Emily Browning (Sucker Punch), ovvero Laura, la moglie di Shadow Moon, e la nigeriana Yetide Badaki che interpreta Bilquis, antica dea dell'amore. Non mi pronuncio ancora sugli attori che interpretano gli antagonisti di Wednesday.

La trama non si è ancora rivelata un gran che, e presumo che ci metterà un poco (è così anche nel libro). Per adesso posso dire che il primo episodio attira certamente l'attenzione.