venerdì 23 giugno 2017

Too old to GDR, too young to die...

... O almeno speriamo, e mi riferisco alla seconda parte della frase che fa da titolo. Per i non anglofoni, è una "citazione" da un titolo di una canzone famosa (famosa a suo tempo) dei Jethro Tull, e significa: troppo vecchio per il gioco di ruolo (che però dovrebbe avere la sigla RPG, in inglese...), troppo giovane per morire. È così? Esiste un'età in cui sei troppo vecchio per il gioco di ruolo? E se, mettiamo, io mi sono davvero stufato, parlo solo per me o per molti della mia età?

A dire il vero per la maggior parte della gente non succede che a un certo punto uno dichiara "mi sono stancato del GDR." Semplicemente capita che non si gioca più. Perché si ha troppo da fare, ad esempio, in certe fasi della vita in cui lavoro, matrimonio e danni collaterali collegati tolgono a molta gente qualsiasi spiraglio di tempo libero.

Capita però anche che a un certo punto magari il tempo si troverebbe, però si fa qualcos'altro, anche se c'è stato un momento della vita in cui il GDR era l'interesse numero uno. Diciamo che quando si stacca non è così scontato che si riesca a riattaccare con questo hobby, che richiede un gruppo dedicato (e uno dei componenti deve essere capace di fare l'arbitro, e desideroso di farlo) e una quantità non indifferente di tempo libero a scadenze fisse per tutti i partecipanti, insomma un lusso una volta finiti i tempi dello studio e iniziati quelli del lavoro.

martedì 20 giugno 2017

Le Sirene di Gotham City vol. 1

Questa serie a fumetti dovrebbe essere oggetto di un prossimo film supereroistico, quindi m'è venuta la curiosità di darci un'occhiata, anche perché volevo vedere qualcosa di più su un paio di personaggi che conosco molto poco (Harley Quinn, che qui inizialmente non è a rimorchio del Joker, e Poison Ivy). Si tratta di storie di Paul Dini, con la collaborazione di Guillem March, David e Alvaro Lopez. Le Sirene di Gotham City sono tre "cattive" supereroine, Catwoman, Poison Ivy e Harley Quinn, tutte e tre in un periodo di non eccessiva cattiveria: condividono un covo e alcuni problemi in un periodo di grandi stravolgimenti di Gotham City. Batman ad esempio non c'è più. Ma anche Catwoman è indebolita da una serie di disastri che l'hanno quasi uccisa (ciò avviene in storie dell'universo di Gotham City precedenti a questa serie). Insomma vedremo le tre che affrontano insieme i problemi personali di ciascuna e un po' di cose che succedono in città.

Ricomparirà però Batman, e pure il Joker. O forse no, c'è qualcosa di strano in loro? Mi fermo per non anticipare troppo. Questo uno dei temi conduttori di una storia con diversi episodi che vanno in direzioni diverse (capiterà di vedere anche... la famiglia di Harley Quinn). Riuscirà Harley Quinn a resistere al suo folle amore per il Joker, quando lo rivedrà? Queste e altre domande, fondamentalmente, mi hanno eccitato pochissimo, diciamo pure per niente.


Giudizio finale... non fidatevi di me, perché mi occupo solo ogni tanto di supereroi, ma non sono stato colpito né dalle storie né dai disegni. Una sufficienza a queste Sirene di Gotham City la darei, ma non mi ha preso particolarmente.

giovedì 15 giugno 2017

Ogni partita di Dungeons & Dragons che giocate...

La citazione di Marylin Manson (vedi foto) probabilmente la conoscete già, bisogna vedere se è credibile. La frase completa suona così, in italiano: Se ogni sigaretta che fumate sottrae sette minuti alla vostra vita, ogni volta che giocate a Dungeons and Dragons ritarda di sette ore la perdita della vostra verginità. Prendendo il più famoso come esempio per indicare il Gioco di Ruolo in genere, il nostro cantante conferma quindi il motto di saggezza popolare secondo cui il GDR è una delle peggior cose da sfigati che esistano sulla faccia della terra, nel senso che giocarci ti rende sfigato.

Ora, a mio parere il gioco di ruolo può essere un divertimento intellettuale molto raffinato come un pessimo modo di perdere tempo e rimbecillirsi. Ma non per il fatto di rinchiudersi in un mondo immaginario anziché andare a cercare di allaciare una relazione con l'altro sesso... io ce l'ho più con il modo in cui tanti giocano, diventando nella fantasia del GDR una versione prepotente e illimitata di se stessi, a caccia dell'ottimizzazione del proprio personaggio a seconda dei cavilli da sfruttare, a caccia di successo e quattrini, spesso senza alcun freno morale salvo se convenga averne per via di qualche regola, il tutto come se ci fosse qualche cosa di vero da guadagnarci. Una grossa fetta dei giocatori sono così, e, spiacente se suono schizzinoso, non mi piacciono. Anche se certamente chi gioca a questo modo non diventa più intelligente o più pazzo o più cretino con il GDR.

mercoledì 14 giugno 2017

Una recensione

Segnalo con piacere una nuova recensione del mio Khaibit, ad opera di Fabio Crespi, parole interessanti che rivelano una lettura attenta del libro (anche lettura critica, e questo bisogna accettarlo).

M'è piaciuto il giudizio sulla copertina, realizzata da Giordano Efrodini su immagini che avevo raccolto in rete (l'ombra egizia dell'anima più... la periferia milanese).

Immagine inquietante volevo, e immagine inquietante ho avuto...

Se vi interessa leggere un urban fantasy italico, Khaibit è sempre lì che vi aspetta...

giovedì 8 giugno 2017

Gioco di Ruolo, tre (o più) stili

Ci sono mille articoli in giro per la rete sui tipi umani più o meno bizzarri che si trovano nell'ambiente del GDR.
Avrete tutti sentito parlare di avvocati delle regole, power players e via dicendo. Sono stili di gioco che in generale distruggono o rendono molto più povera quella che potrebbe essere l'esperienza del giocatore, e influiscono anche sugli altri giocatori e su chi conduce la sessione. Ma esistono anche delle filosofie di gioco divergenti. e anche su di esse si è sprecata molta carta e molta polemica.

Prendendo spunto da un articolo della Wikipedia, scopriamo che nei GDR abbiamo delle categorie: gamisti (orrida resa maccheronica della parola inglese), simulazionisti e narrativisti. Nota: l'articolo di Wikipedia è molto migliore nella versione in inglese.



A dire il vero non ci sono dei giochi (e raramente dei giocatori) schierati del tutto da una parte. Ma proviamo a vedere cosa significano le categorie. Per farla breve, il gamista prende il GDR come un gioco da tavolo, o un videogame. Si va a cercare di vincere, e si deve badare che le possibilità dei vari giocatori siano bilanciate. Anche gli avversari dovrebbero essere bilanciati, presentando le sfide più pericolose man mano che i giocatori migliorano le proprie abilità. Quindi l'efficienza del personaggio, la funzionalità del gruppo sono molto importanti.
Il simulazionista vorrebbe entrare nel mondo del gioco, vivere e respirare l'ambientazione, curare la coerenza interna e il realismo (inteso come realismo dell'ambientazione, dove sia in contrasto con il nostro quotidiano realismo). Il mondo respira di suo, vi possono avvenire eventi al di là di quello che i giocatori fanno e vedono, e tali eventi potrebbero influenzare il gioco. E se vedete una forte tendenza a simulare con precisione l'effetto di abilità, armi, ecc... probabilmente siete in un GDR simulazionista.
Il narrativista vuole narrare una storia che si intreccia con il background e le motivazioni dei personaggi. I personaggi evolvono grazie alle scelte che compiono, la trama di conseguenza può portare in direzioni non previste. Regolamenti complessi possono essere scartati in favore di una semplice struttura che metta la narrazione (lo "storytelling") in primo piano.

giovedì 1 giugno 2017

Wonder Woman

Le polemiche si sono sprecate prima ancora dell'arrivo di questo film: la Warner Bros è stata accusata di aver voluto ammazzare la nuova Wonder Woman nella culla, uccidendo quindi la possibilità che questo personaggio decollasse e che le attrici (donne) finalmente sfondassero il soffitto di vetro dei ruoli principali e meglio pagati di Hollywood eccetera eccetera. Probabilmente non c'è nessun sabotaggio in corso riguardo al film, salvo magari come è stato fatto, ma giudicate voi. Queste diatribe le metto subito ai margini poiché delle differenze tra gente che è enormemente privilegiata m'interessa abbastanza poco (magari dovrebbe interessarmi di più? ma visto lo stato attuale delle cose...) e per quanto riguarda l'icona femminista, be', ormai da diversi decenni ne è stato fatto qualcosa di molto diverso da come la voleva il suo creatore, quindi mettetevi pure il cuore in pace.
Se volete sapere qualcosa sulla Wonder Woman delle origini, ne approfitto per consigliarvi l'articolo (in verità piuttosto scarno) che scrissi per Fantasy Magazine qualche anno fa.

Due parole le spendo per l'attrice, Gal Gadot, che non mi sembra un'ottima scelta per la parte. Ammetto comunque che non saprei indicarne una migliore (il reboot fallito di qualche anno fa su questo aspetto era anche peggio). E inoltre penso che sarebbe stato comunque impossibile il confronto con Linda Carter, che ha il vantaggio di avere interpretato questo difficile personaggio a lungo, e senza rivali per tutti questi anni.