martedì 17 aprile 2018

Guardando Thor con un rammarico

Cominciavo ad averne le tasche piene dei supereroi Marvel quando anni fa diedi l'annuncio che non ce l'avrei fatta proprio a vedere Thor: The Dark World al cinema. Prima di allora mi ero messo d'impegno, la maggior parte di questi film cercavo di vederli... e se era il caso di vederli, allora era opportuno farlo al cinema, davanti al grande schermo.

Be', ad un certo punto, come dicevo, non ce l'ho fatta più, ho dato forfait. Ma la Marvel l'ho tradita solo in parte: nei vari servizi di streaming i film tornano disponibili, gratis o a pochi euro, ed è quello il momento migliore per vederseli, quando si ha qualche minuto libero da passare con leggerezza, senza imporsi lo sbattimento (e la spesa economica) di rantolare fino a un cinema multisala, per essere magari circondati da deficienti che sghignazzano sul film. Perché anche Thor merita un pubblico che sappia godersi lo spettacolo in silenzio.

Con le serie TV (Jessica Jones, Luke Cage e via discorrendo) il tradimento è stato invece totale perché non ne ho giudicata nemmeno una meritevole di essere seguita fino in fondo. Ma i vari film The Avengers: Civil War, Thor: the Dark World e Thor: Ragnarok alla fine li ho visti, nei ritagli di tempo.
A volte c'è voluto un po' di impegno (Civili War ho dovuto diluirlo in due giorni...) ma non posso dire che siano pellicole che non si facciano guardare per niente.



lunedì 9 aprile 2018

Il Signore degli Anelli: La Serie in arrivo?


Cinque stagioni, e una spesa colossale. A quanto pare stanno facendo sul serio: Amazon ha acquisito i diritti per creare le serie televisive ispirate all'opera di J.R.R. Tolkien, a quello che leggo in giro si tratterebbe non soltanto del Signore degli Anelli, ma anche de Lo Hobbit, e in generale del mondo della Terra di Mezzo.

Ci sarà da stiracchiare i contenuti? Non credo... dal principale libro si sono tratti tre film molto lunghi, dove parecchi dettagli si sono dovuti escludere, dei personaggi sono stati tolti o trattati in maniera estremamente sbrigativa, ecc... Considerando il fatto che esiste tutto un mondo (letteralmente) di eventi accennati ma narrati nel mondo di Tolkien in maniera molto rapida, e che eventualmente possono essere sviluppati in una sceneggiatura di ampissimo respiro, volendo la possibilità di allungare il brodo è quasi illimitata. Già ce lo ha dimostrato Peter Jackson, che ha diretto tutti i film, cavando fuori tre lunghe e noiosissime pellicole da un'opera breve come Lo Hobbit. Da quanto ho potuto leggere comunque la narrazione di Amazon, almeno inizialmente, partirà da trame che precedono i fatti raccontati nel primo libro del Signore degli Anelli, ovvero La Compagnia dell'Anello.

martedì 3 aprile 2018

Mini Metro

Il titolo di questo gioco è, penso casualmente, uguale a quello della linea automatica della mia città natale: Mini Metro. Non so se sia adatto a tutti. Avete fantasticato davanti a una cartina, di una località nota o sconosciuta, su come organizzereste il trasporto pubblico? Siete in fissa con le linee di tram e autobus della vostra città? Vi immaginate i percorsi che dovrebbe seguire la prossima linea della metropolitana per farvi contenti?


Se queste domande risuonano con qualche vostra passione dovreste provare Mini Metro, che è in vendita per una cifra minima su Steam.

lunedì 26 marzo 2018

Microscope

In tempi recenti ho condotto qualche piccola diatriba sui giochi che potrebbero/dovrebbero portare aria nuova al, o sostituire addirittura, il Gioco di Ruolo.
Nel presente periodo non gioco, anzi non gioco da un pezzo, ma ho deciso di fare una piccola sperimentazione con Microscope (autore: Ben Robbins), un gioco che "comprende elementi" di Gioco di Ruolo.

Questo Microscope è uno strumento che serve a fare del worldbuilding, ovvero costruire delle ambientazioni, raccontando storie e possibilmente divertendosi. È un "sostituto" più agile e divertente o efficace del Gioco di Ruolo? Su questo punto arriveremo alla fine.

Microscope offre ai giocatori la possibilità di dare un contributo, alternandosi, raccontando un'ambientazione che è anche una storia, seguendo certe regole. Potrebbe forse essere usato anche in solitario, per quanto io mi trovi meglio a metter giù semplicemente le mie elucubrazioni su carta scrivendo schemi o brevi frasi fino a che la creazione prenda forma. Ovviamente è più utile giocarlo con un gruppo non grandissimo di persone, diciamo tre o quattro: la varietà e la freschezza del prodotto finale nasce dai differenti punti di vista, che i giocatori sono invitati a non annacquare con discussioni troppo approfondite prima della sessione.

Ci sono, allo stesso tempo, delle regole per gestire il contrasto creativo quando nascono seri dissidi. Si può cercare di intervenire e, chiamando il consenso generale, modificare o annullare fatti che un altro giocatore sta creando; non entro nel dettaglio, mi limito a dire che sono buone regole per smussare i contrasti senza negarli, anche se con un serio dissidio non ci sarebbe regola che tenga; però questo lo dico solo per esperienza generale, perché la mia serata con Microscope è stata amichevole, all'insegna del gioco e della birra.

lunedì 19 marzo 2018

Annihilation

L'ultimo grido di Netflix si chiama Annihilation, ovvero annientamento, nella nostra lingua. È un film di fantascienza con sfumature horror diretto da Alex Garland, che ha diretto Ex Machina e tra le altre cose è stato lo sceneggiatore di 28 Giorni Dopo, e ispirato al libro omonimo di Jeff VanderMeer, uscito nel 2014. L'aspetto più intrigante del film (che in effetti era uscito nelle sale prima che su Netflix, ma senza enorme successo) è il susseguirsi di trovate insolite e spiazzanti (pur non essendo necessariamente un fenomeno di originalità) accoppiate con un insolito uso di effetti speciali e immagini.


Siamo alle prese con un mistero da risolvere: la biologa (ed ex soldato) Lena (attrice: Natalie Portman) partecipa a una spedizione guidata dalla dottoressa Ventress (Jennifer Jason Leigh) verso un luogo nella costa meridionale degli Stati Uniti dove si è manifestata una "anomalia," finora confinata a una zona paludosa e semideserta, ma che si sta allargando lentamente e prima o poi arriverà a toccare luoghi densamente abitati. La faccenda dura da qualche anno: un "luccichìo" vicino ad un faro, con la successiva morte delle persone andate a investigarlo, è stato l'inizio. Adesso la zona è larga diversi chilometri, accompagnata da quello strano effetto visivo osservato dai primi testimoni, e nessuno vive all'interno, le poche case sono abbandonate, i segnali radio non passano, i droni non funzionano, i soldati inviati in ricognizione generalmente non ritornano.


giovedì 15 marzo 2018

Black Mirror, quarta stagione


La quarta stagione di Black Mirror è iniziata con l'episodio più ambizioso e più divertente, USS Callister, personalmente però ho sentito molto meno parlare degli altri. In effetti, a mio parere, il primo è stato di gran lunga il migliore, mentre alcuni dei successivi non sono stati all'altezza, e nel complesso sono un po' deluso... mi chiedo se la serie nel suo insieme sia ancora così efficace nel perseguire il proprio scopo, ovvero giocare con le nostre inquietudini per il futuro, darne delle visioni talvolta provocatorie, talvolta terrificanti, a volte anche comiche ma sempre con dei significati che danno da pensare.

giovedì 8 marzo 2018

Il Re Giallo


Orrore sovrannaturale e mistero, un po' alla Edgar Allan Poe e un po' alla Lovecraft, quello che ci porta Robert W. Chambers con il suo libro Il Re Giallo, in effetti una raccolta di racconti.

Chambers è un autore vissuto a cavallo tra il diciannovesimo e il ventesimo secolo, morto nel 1933 dopo una lunga carriera letteraria. Il Re Giallo (che in inglese sarebbe piuttosto equivalente a "Il Re in Giallo") è stato pubblicato nel 1895.

L'autore era sicuramente conosciuto dal "quasi contemporaneo" H.P. Lovecraft (che del resto ha commentato la sua opera ed inserito riferimenti in un proprio racconto) ed è fra le sue influenze fondamentali. Senza dibattere su elementi secondari, mi limito a dire che ci sono due elementi ricorrenti nell'horror di Chambers che non si può evitare di notare ripetuti, e molto amplificati, nel lavoro dello scrittore di Providence: la presenza di un potere sovrannaturale misterioso, terrificante e malevolo, e riferimenti a località lontane, immaginarie, appena accennate, ovvero la città di Carcosa, il lago di Hali e altre ancora: posti da incubo, non orribili ma sottilmente inquietanti, appena intravisti ma certamente presagio di sventura e di morte.

Potrei anche aggiungere che Il Re Giallo, testo teatrale maledetto che ritorna nei racconti di Chambers come elemento della sua "mitologia negativa," nonché titolo dell'intera raccolta, è un testo misterioso e maledetto né più né meno del Necronomicon di Lovecraft.

mercoledì 28 febbraio 2018

Elezioni!

L'ultima volta è stato nel 2013, sembra una vita fa, e nel frattempo ci sono stati una quantità di valzer, giravolte, sorprese di ogni tipo. Sorprese? Fino a un certo punto.

Nel 2013 scrivevo che le elezioni non erano così importanti perché tanto le decisioni che si sarebbero prese sarebbero state al di là del controllo dei nostri politicanti. Penso che, all'epoca, avessi ragione, e credo che sia così anche adesso. Le elezioni italiane ci mostrano un teatrino che è, per usare un termine mediatico, più che altro "arma di distrazione di massa," perché le decisioni in massima parte devono armonizzarsi a diktat provenienti da fuori o, nel migliore dei casi, a situazioni in cui il nostro paese è coinvolto e non se ne può facilmente liberare (ad esempio appartenere all'Euro...). Per prendere decisioni vere ci vorrebbero persone autorevoli nella politica, dei grandi statisti disposti a imprese molto difficili, ma che branco di buffoni abbiamo adesso?



Così anche nelle forze più anti-sistema c'è chi va a dire che non è più tanto sicuro che si debba uscire dall'Euro o dall'Unione Europea, o a fare dichiarazioni anti-immigrazione che potrebbero trasformarsi in atto solo tramite grandissimi strappi con l'UE, e così via.


venerdì 23 febbraio 2018

Altered Carbon

Ispirata ai romanzi di Richard Morgan, la serie Altered Carbon ci porta in un mondo cyberpunk con richiami visivi, stilistici e di trama fin troppo evidenti a Blade Runner (e dicono anche a Ghost in the Shell, ma non posso pregiarmi di ricordarne nemmeno un fotogramma anche se qualcosina avevo visto...). La serie, fortemente voluta da Laeta Kalogridis (implicata nella produzione di... be', di "un sacco di roba" di qualità e/o di successo), è a volte disorientante, di sicuro relativamente costosa, di una certa complessità da seguire e certamente benvenuta dalla maggior parte degli appassionati di fantascienza. Quella vera. Anche perché di tematiche come quelle trattate nella serie si parla molto, certo, spesso vengono portate sullo schermo, ma raramente con questa intensità, anche se ovviamente il prezzo da pagare è qualche difficoltà per lo spettatore che si deve fare sempre spiegare tutto.

Sono contento di questa serie, che porta in primo piano una quantità di tematiche che m'interessano.

Il fenomenale Poe

Per prima cosa, la vita degli stra-ricchi, i Meth [attenzione ho visto la serie in inglese, può darsi che con la traduzione in italiano certi termini non coincidano]. Praticamente sono immortali, e praticamente sopra la legge. Ma in effetti l'immortalità non l'hanno raggiunta solo loro. Tramite una specie di innesto alla base della cervicale, tutti hanno i propri dati salvati.

martedì 20 febbraio 2018

Il Rituale

Netflix ci propone un nuovo film horror con questo Il Rituale, una storia che, sulla falsariga di tante altre, porta l'orrore in agguato da una zona non sviluppata e fuori mano, in mezzo alle foreste di un paese peraltro assai sviluppato, la Svezia. Film realizzato con mezzi abbastanza modesti, si avvantaggia a mio parere di una buona professionalità, e se è vero che, come la maggior parte dei film horror, non riesce veramente a far paura, riconosco che ci abbia provato onestamente.


Il regista David Bruckner ci presenta la disavventura di un gruppo di quattro amici che partono per un breve percorso di escursionismo in onore di uno di loro, tragicamente scomparso da poco. In realtà la faccenda è anche più complessa perché la vittima era stata invitata da uno dei quattro, Luke (Rafe Spall, visto in Prometheus) ad entrare in un negozio per prendere del liquore, durante un'uscita serale del gruppo di amici, ma poiché all'interno era in corso una rapina Luke aveva praticamente visto uccidere l'amico senza poter intervenire.

venerdì 16 febbraio 2018

Ambientazione e personaggi: domande con Federico Negri


Federico Negri, l'autore del libro da me recensito pochi giorni fa, Il Codice della Strega, ha accettato di rispondere ad alcune domande strettamente incentrate sul suo libro e l'ambientazione che lo caratterizza. Entriamo quindi "in sala macchine" a leggere di come è stato costruito.



Come si è arrivati al mondo descritto nel tuo libro? Ovvero quali sono le influenze (film, libri) o le situazioni che t'intrigava costruire?

La costruzione di un mondo fantastico scorre sempre attraverso diversi passaggi successivi. Il concetto da cui sono partito era quello dell'eroe normale come contrapposizione rispetto all'eletto che si trova in tantissimi libri fantasy. Dovevo cercare quindi un popolo magico che nel passato fosse stato poco e mal considerato, che godesse di una brutta fama. Così mi è venuto piuttosto bene parlare di streghe. Ho iniziato a documentarmi sull'argomento e sono rimasto affascinato dalla storia reale delle streghe nel nostro continente e in Nord America, dal XIII al XIX secolo.
Quindi quando si è trattato di scegliere l'ambientazione ho deciso di mantenere alcuni elementi di realismo, come la persecuzione delle streghe. Non volevo però scrivere un romanzo storico, i vincoli sarebbero stati eccessivi rispetto alla storia che volevo sviluppare, così ho deciso di spostarmi in un futuro remoto, ove la tecnologia non fosse più presente nella forma in cui la conosciamo oggi.

lunedì 12 febbraio 2018

Tempesta di schifezze sui social network

Si è scatenata la tempesta perfetta. Dal festival di Sanremo ai fatti di Macerata alle prossime elezioni, tutti ad aggredire tutti come se le proprie parole o battute geniali sui social network spostassero davvero i destini del mondo.

Credo sia inevitabile in un mondo dove la vita è così difficile, e la tua opinione non conta e non smuove più niente (certamente i partiti non "rappresentano" la gente, se mai ne "raccolgono gli umori"  per orientare i loro slogan). Se non esisti più nel mondo reale, ti resta solo di illuderti di esistere in un mondo virtuale.

Purtroppo sento sempre più la mia presenza su quel genere di canali come un male necessario: non ce l'ho con internet, e nemmeno con i blog, ma i social network, con Facebook in testa, li frequento solo per "obbligo di visibilità" a favore di quello che scrivo, qui e ovviamente sui miei libri.

Ho deciso quindi di prendere un breve periodo di pausa, quattro o cinque giorni, durante i quali vi comparirò il minimo indispensabile. E sarà anche un piccolo esperimento (in verità so già la risposta): se non vado a "mettere in bocca ai lettori" sui social questo post, chi si accorgerà che esiste?

Non so trovare né riassumere facilmente i motivi, ma i social network stanno diventando una delle cose più dannose e mostruose della nostra epoca.

Se non vi bastasse la mia opinione, andate a leggere qui (per anglofoni).

venerdì 9 febbraio 2018

Cinquanta anni fa: Tet!

In questi giorni, cinquant'anni fa, avveniva la più strana delle offensive militari, intendo dire strana per le sue conseguenze.
Io me ne sono occupato perché sono appassionato di storia e di storia militare, ma credo che chi, a qualsiasi titolo, sia interessato alla narrazione e al "worldbuilding" ovvero alla costruzione di una ambientazione, troverà la storia dell'offensiva del Tet ricca di spunti interessanti.

Questa offensiva, che portò a una serie di battaglie, fu il punto di svolta della Guerra del Vietnam, stroncando definitivamente la voglia degli Statunitensi di rimanere nel conflitto. Il paradosso è che, pur riuscendo ad avere alcuni spettacolari successi iniziali, i comunisti persero un intero esercito nel corso delle varie battaglie che costituirono l'offensiva, eppure questa mossa li portò alla vittoria nella guerra.

Giustizia sommaria contro un guerrigliero

Un conflitto di escalation. Parlare della Guerra del Vietnam è un argomento che mi affascina ma è molto lungo. Il conflitto ha radici lontane, nell'opposizione dei Vietnamiti sia al colonialismo francese sia ai nuovi padroni giapponesi che si erano installati nel paese poco prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale.

martedì 6 febbraio 2018

Il Codice della Strega

Questo libro di Federico Negri l'ho comprato compulsivamente, perché sono curioso di tutto quello che tratta di magia, streghe e stregoneria, una curiosità che spesso non viene soddisfatta perché l'ambientazione non è sviluppata bene, o non mi piace.

In questo caso per quanto riguarda la magia il libro m'ha preso fino a un certo punto, ma in realtà si tratta più di una storia d'azione, scritta nient'affatto male.

Il Codice della Strega ci porta in un mondo del lontano futuro, una terra sfruttata, senza risorse e devastata, dove i mari sono diventati impossibili da attraversare, o quasi, le distanze si sono fatte enormi, qualche esempio di tecnologia avanzata sopravvive in un mondo ridotto a un livello di barbarie o poco più.

La sensazione è di un misto tra rinascimento e steampunk, con vascelli volanti detti aeroscafi che solcano i cieli (non posso che approvare la scelta dell'autore di non soffermarsi eccessivamente su quale tecnologia o magia li faccia volare), armi da fuoco anche piuttosto potenti, ma nelle mani di pochi, e stati in guerra fra loro. In effetti la storia ci porta negli anni immediatamente successivi a un grande scontro in cui gli Inglesi sono stati sconfitti...

mercoledì 31 gennaio 2018

Onward Towards Our Noble Deaths

Scrivo forse anche troppo di libri e fumetti in lingua straniera (qualche volta francese, quasi sempre inglese) e questa volta non faccio eccezione.

Raramente sono entusiasta dei manga, invece, ma questo l'ho trovato molto interessante, e realizzato con uno stile insolito. L'autore è un nome celebre, Shigeru Mizuki, e il manga è Onward Towards our Noble Deaths, una tremenda storia di guerra.

Mizuki, che racconta fatti vissuti in prima persona, perse un braccio combattendo sull'isola di Nuova Britannia, parte della Nuova Guinea, una posizione strategica in quanto vi si trovava Rabaul, grande base aerea e navale giapponese durante la Seconda Guerra Mondiale. Era lì come soldato di fanteria.

Gli Alleati sbarcarono e presero alcune propaggini dell'isola, lasciando poi la grande guarnigione a marcire, completamente isolata e ormai priva di aerei. Era la tecnica prescelta per vincere la guerra nel Pacifico senza troppe perdite. Come risultato molti soldati giapponesi rimasero tagliati fuori dai rifornimenti, spesso affamati, inutili allo sforzo bellico.

Ma non prima di alcuni scontri dove molti morirono, in questo caso, e altri vennero mandati a morire.
L'autore accenna ai fatti storici ma soprattutto fa un ritratto impietoso dell'esercito giapponese dell'epoca. Le vessazioni crudeli, le assurdità, la gente mandata a morire per niente, le ingiustizie degli ufficiali. Momenti comici e tragici si susseguono in un manga dove i mezzi tecnici (aerei, carri armati ecc...) e il paesaggio sono disegnati con grande perizia e precisione, ma gli uomini sono caricature.

lunedì 29 gennaio 2018

Newford Stories: Crow Girls

Un urban fantasy di un genere che difficilmente mi capita di leggere, ovvero leggero, fatto per essere divertente e solleticare i buoni sentimenti. Non dico che sia un libro per ragazzi, non è in fin dei conti così ingenuo, ma non ci manca moltissimo. E si basa molto sulla, come dire, simpatia e "carineria" dei personaggi, altra cosa che in genere non mi entusiasma davvero.

Sto parlando di Crow Girls, della collana Newford Stories, autore il canadese Charles de Lint.

Chi sono dunque queste "ragazze corvo?" Appartengono a un'altra specie, fatta di esseri dalle strane capacità, e sono capaci di mutare forma, sviluppando in pochi istanti penne e ali, oppure perdendole. Irriverenti, chiamano "i cugini" gli appartenenti alla loro razza praticamente immortale, ma a quanto pare amano molto vivere in mezzo agli umani. Infantili ma a volte profonde, scherzose, curiose, sempre pronte al caos e alla chiacchiera, hanno la caratteristica di vivere sempre nel momento, anche se la loro non è superficialità, e a volte si impegnano a commettere delle buone azioni.

Quando vogliono sono capaci di entrare nella dimensione immateriale tra il nostro mondo e il sovrannaturale, oltre a trasformarsi, ovviamente, in corvi. Ma sono anche golose di cose molto terrene, come cioccolata, caramelle o anche semplicemente frutta, e amano infilarsi nelle case altrui per soddisfare la curiosità riguardo alla vita degli umani, così diversa dalla loro.

venerdì 26 gennaio 2018

Dark

Questa serie tedesca, comparsa su Netflix, m'era stata descritta come incredibilmente originale, perciò quando ho visto la prima puntata ho pensato: scherziamo? Paura in una piccola comunità, bambini e ragazzini che spariscono, una grande struttura governativa (in questo caso una centrale nucleare) che domina sinistra sul territorio, gente che fa orrendi esperimenti... insomma Dark mi sembrava la fotocopia sbiadita di Stranger Things, e altre simili recenti produzioni.


Nelle puntate successive sono cominciate a emergere delle differenze e sebbene non possa parlare di una estrema originalità per quanto riguarda i temi trattati, diciamo che il "come" conta assai più che il "cosa" per farmi scrivere che ho trovato in Dark delle emozioni insolite.

mercoledì 24 gennaio 2018

Addio a Ursula Le Guin

Una protagonista, forse ormai testimone di altri stili e altri tempi. Un mostro sacro di fantascienza e fantasy, vincitrice di tutti i premi e di tutti i riconoscimenti. Uno degli ultimi grandi nomi.

Se ne è andata Ursula Le Guin, a 88 anni.

lunedì 22 gennaio 2018

Promozione su Facebook: conviene?

Attenzione: questo post non susciterà molto interesse nei lettori, salvo che nei "colleghi" autori autoprodotti o negli addetti ai lavori.

Volevo parlare un attimo della mia esperienza con una promozione che ho utilizzato per il lancio dell'ultimo ebook, Autostrada Gialla, scritto da me e Cristina Donati. Ho scelto di usare la "pubblicità" di facebook, oltre al consueto parlarne nei social che frequento. Già, perché per promuovere i propri libri un autore autoprodotto ha in effetti pochi mezzi a propria disposizione, e i vari social network, ormai fin troppo usati e abusati, restano pur sempre uno dei principali; ma si cerca sempre qualche alternativa.

Ovviamente non posso veramente fare considerazioni valide per tutti, quindi il titolo del post in verità vale solo per me. Racconto comunque la mia storia. Ho speso una piccola somma e ho avuto 630 accessi in una decina di giorni.
Nemmeno tantissimi...


venerdì 19 gennaio 2018

La fine del monopolio Siae?

È di qualche giorno fa la notizia sulla fine, credo e spero definitiva, del monopolio SIAE in Italia. Un'altra entità, il gruppo chiamato Soundreef, si è organizzata obbedendo al diktat della legge con cui l'input voluto dall'Europa era stato aggirato elegantemente: ovvero sì fine al monopolio, ma i concorrenti possono essere solo enti senza scopo di lucro. Be', se era il piano perfetto per eliminare ancora una volta la concorrenza, non ha funzionato. Spero. Intanto (leggete l'articolo) la SIAE sta già protestando.

Un mio precedente articolo sul problema SIAE in Italia lo potete leggere qui.

Un articolo di Simone in merito...

martedì 16 gennaio 2018

La Foresta dei Mitago

Robert Holdstock (1948 - 2009), appassionato di leggende nordiche e scrittore di storie fantastiche, nonché vincitore di un World Fantasy Award, ci ha dato negli anni 80 La foresta dei Mitago, una storia che suona quasi completamente fantasy anche se, forse, è interpretabile "anche" come un romanzo di fantascienza. In realtà si tratta del primo libro di una serie, in parte pubblicata anche nella nostra lingua. Io ho letto soltanto il primo, comunque una buona introduzione al mondo mitico (nel vero senso del termine) della foresta di Ryhope, antichissima e indisturbata.

Il protagonista del romanzo, Steven, si riavvicina al fratello dopo essersi congedato dall'esercito al termine della Seconda Guerra Mondiale. La sua è una famiglia che ha sofferto molto per gli interessi misteriosi del padre, George, sempre intento a esplorare la vicina foresta. Quando Steven ritorna alla casa di famiglia George è ormai morto, dopo essere completamente impazzito; l'altro figlio, Christian, anziché accogliere calorosamente il fratello che torna dalla guerra, è a disagio, freddo e quasi ostile. In qualche modo le scoperte del padre hanno coinvolto anche lui, è stato contagiato dagli stessi interessi.

Capire cosa si nasconde nella foresta (e, a volte, cosa esce dalla foresta) è molto difficile, richiede intuizione e studio. Cercare di penetrare nel bosco, sebbene si tratti alla fine solo di qualche chilometro, è stranamente impossibile, per via di una natura impervia che respinge, perfino attivamente, ogni intruso. E vivere vicino al bosco di Ryhope è causa di incontri meravigliosi, a volte, ma anche incredibilmente pericolosi. Steven all'inizio è testimone dei tentativi di Christian, che si assenta per settimane addentrandosi nel mondo misterioso, ma non legge gli appunti del padre, non cerca ancora di capire.

lunedì 15 gennaio 2018

Il Fallico Folle

Siamo di nuovo nel territorio di Moebius, ovvero Jean Giraud. Il Fallico Folle è un'altra delle sue creazioni rriverenti e fantasiose, volutamente insensato.

Il Fallico si avventura in diverse imprese, del tutto imperturbabile alla propria scarsa "correttezza politica." Però il nostro fallico protagonista è braccato da una polizia anti-erezione, e poi si coinvolge nelle trame di una certa Dama Kowalsky, il tutto in una storia che... non ha né capo ne coda. Una cosa che non si perdona facilmente, a meno che l'autore sia Moebius.

giovedì 11 gennaio 2018

Nazionalizzare le Dot Com? Perché?

Sono riuscito per un po' di tempo a limitare i post su argomenti sociali e politici, ma non ce la potevo fare in eterno, quindi propongo qui le mie riflessioni su un articolo di qualche mese fa pubblicato dal Guardian (che è un giornale britannico e di sinistra, ma le riflessioni che farò non saranno "etichettate").

Innanzitutto, questo è il link per leggervi l'articolo (se sapete l'inglese). L'autore lamenta la natura sempre più monopolistica di certi colossi che basano sulla rete le loro fortune: Facebook, Amazon, Google (con l'aggiunta di Uber). Sono praticamente imbattibili in effetti, se esiste una minaccia di concorrenza addirittura se la possono comprare. La loro innovazione nel realizzare gli affari ne ha decretato il successo, generalmente a spese di attività che facevano la stessa cosa in maniera più tradizionale. Amazon, ad esempio, taglia fuori il negoziante che esiste fisicamente sul territorio (anche se poi gestisce alcuni punti vendita "fisici." Uber mette in contatto diretto chi ha un'auto e vuole dare un passaggio (leggi: tassista abusivo?) con chi ha bisogno di essere trasportato.

L'immagine che compare nella pagina del Guardian

Il loro successo è tale che un concorrente (come voleva essere Ello nei confronti di facebook) non riesce più a fare massa critica per sopravvivere. Anche se Ello offre (o offriva, se è ancora è in grado di competere) una tutela della privacy che con facebook te la scordi, la gente è rimasta dov'era, perché ormai tutti erano già lì.

lunedì 8 gennaio 2018

The Circle

Il film The Circle (del 2017, diretto da James Ponsoldt, regista a me ignoto), è ispirato ad un libro dal medesimo nome, scritto da Dave Eggers, che è anche coautore della sceneggiatura. Si parla, sostanzialmente, di nuove tecnologie. Del libro non posso dir niente, non avendolo letto. Il film, invece, non mi è piaciuto per nulla pur avvalendosi di notevoli attori nei ruoli principali, come Emma Watson (Mae Holland, la protagonista), Tom Hanks (Eamon Bailey, tipico "corporate man" nello stile dot.com), Karen Gillan (Annie, l'amica che introduce Mae in azienda) e altri; in un ruolo abbastanza secondario (il padre di Mae) abbiamo, curiosità, Bill Paxton, il soldato Hudson di Aliens Scontro Finale (ne è passato di tempo, eh?).

Ma andiamo con ordine, avvisando che esporrò la trama del film, ma permetterò di saltare una parte delle anticipazioni più pesanti.

L'azienda dove la nostra protagonista Mae va a lavorare (su imbeccata di Annie, sempre in giro, sempre stressata per il superlavoro) segue più o meno la falsariga di altri "posti di lavoro per creativi:" non sono grigi uffici, è un campus, dove un sacco di attività sono a disposizione, anche non correlate al lavoro.

Lavoro che è mescolato ad esperienze piacevoli e remunerato bene, con l'aggiunta di un sacco di benefit, tra cui la famigerata assicurazione sanitaria (croce e delizia degli yankee), tuttavia l'esperienza di far parte di questa azienda (The Circle, che è un po' facebook e un po' una specie di Google Street View, dove però le immagini sono in tempo reale, poiché vengono messe delle minuscole webcam dappertutto) da una parte fagocita quasi tutto il tempo di Mae, dall'altra la immerge in un'alienante tecno-ideologia.

sabato 6 gennaio 2018

Kobane Calling

Zerocalcare fa l'impegnato e va in Siria a capire com'è la guerra contro l'ISIS e chi sono questi misteriosi Curdi che la combattono: popolo represso, i Curdi sono i perseguitati di tutto il circondario, ma per mesi erano rimasti gli unici "boots on the ground" favorevoli all'occidente, o per lo meno non eccessivamente contrari. Kobane Calling non è uscito molto tempo fa ma pare già roba vecchia di cento anni, visto che il conflitto si spegne: l'ISIS in Siria è praticamente sconfitto (ma da qualche parte lo rivedremo ancora...), la guerra scatenata dalla primavera araba non ha scalzato Assad, il dittatore siriano, anzi sta lentamente concludendosi in una vittoria Russo-Siriana che seppellisce almeno per il momento le velleità yankee nell'area (ma in effetti cambiata amministrazione sono cambiati gli obiettivi, e comunque quello che Obama voleva era probabilmente fuori portata).

Kobane, il minuscolo centro assediato, è insomma già in fase di scivolo nel dimenticatoio.

E poi Zerocalcare stavolta diventa pure palloso, un Nanni Moretti della striscia disegnata che se ne va a fare il turista della guerra in cerca della "società perfetta" che sarebbe stata creata dai Curdi (il "confederalismo democratico"). Confesso che l'ho trovato abbastanza pesante, in questa storia.

mercoledì 3 gennaio 2018

USS Callister

Nuova serie di Black Mirror su Netflix, e subito un episodio che "fa il botto." USS Callister sembra inizialmente una specie di Star Trek dove un quasi sosia del famoso capitano Kirk trionfa fin troppo facilmente sui nemici, fa il gradasso con l'equipaggio, e alla fine dell'episodio, mentre è osannato da tutti quanti, bacia le componenti femminili dell'equipaggio (ovviamente la loro divisa prevede la minigonna).


[Attenzione,  ci sono anticipazioni della trama in questo post]. In realtà tutto si svolge in una simulazione! L'eroe in realtà è un programmatore, Robert Daly (attore: Jesse Plemons, già visto in Breaking Bad) e quello a cui gioca è una sua versione privata del videogioco (Infinity) che produce, assieme a un socio che lo tratta male, James Walton (Jimmi Simpson) e ad altri colleghi, in teoria suoi sottoposti, che non lo rispettano. Solo nel mondo virtuale è un grande eroe e tratta tutti come pezze da piedi per compensare la sua frustrazione.

martedì 2 gennaio 2018

GDR e Giochi da Tavolo, non è la stessa cosa


Mi capita di leggere un post su un blog dove si parla di giochi, con paragoni fra il mondo del gioco da tavolo e GDR (ovvero gioco di ruolo), e scopro di non essere per niente d'accordo con i concetti espressi. Non ho nessuna voglia di fare polemiche con l'autore, a distanza o da vicino che sia, o di metterla giù dura, però vorrei leggere e commentare con voi questo post, che potete trovare qui.
Sarà anche occasione per approfondire certi argomenti con voi riguardo alla natura di queste categorie di giochi.

Argomento: cosa i giochi di ruolo dovrebbero imparare dai giochi da tavolo?

Già, cosa? l'articolista parte dalla constatazione che il boardgame (gioco da tavolo) ha avuto migliori fortune, recentemente, rispetto al GDR, e si chiede se alcune delle metamorfosi attraversate dal boardgame non possano far bene anche al gioco di ruolo. La prima differenza è la facilità di utilizzo e apprendimento, che i boardgame hanno saputo rendere generalizzata, e qui da una parte mi viene da dirmi d'accordo ma ho anche le mie eccezioni. Andiamo con ordine.

lunedì 1 gennaio 2018

L'Immortale, un bagno di sangue

Takashi Miike è un regista giapponese associato, generalmente, a storie di samurai e Yakuza (mafia giapponese). Faccende di sangue e di violenza, praticamente sempre, con problemi di onore mescolati in maniera inscindibile, alla giapponese, e tantissimo gore, o splatter che dir si voglia: sangue che sprizza, arti amputati, budella che si sparpagliano, il tutto condito da una certa autoironia. Insomma uno che nel proprio stile non si fa mancare niente.


Questo regista molto prolifico l'ho conosciuto con Ichi The Killer e Audition, quest'ultimo un film horror in piena regola, ma non senza gli elementi sanguinolenti cui ho accennato sopra. Una delle  recenti produzioni, che ho potuto recuperare su Netflix, è L'Immortale, tratto da un fumetto, film lungo e sanguinoso sulle vicissitudini di uno spadaccino - samurai diventato fuorilegge - che ha un grosso problema: non può morire. Il destino di questo combattente, che si chiama Manji (attore: Takuya Kimura), si origina dal regalo che gli ha fatto una strega, un innesto, per così dire, che rende il suo corpo capace di rigenerarsi con incredibile rapidità.

Una prima recensione su Amazon per Autostrada Gialla

Nei miei ebook prego sempre i lettori di commentare e recensire, in rete, nei gruppi e via dicendo. Se il libro è piaciuto, è diffondendo la loro approvazione che potrebbero fare la differenza. Un lettore lo ha fatto, su Amazon, e il commento è molto lusinghiero. Pone tra l'altro una questione, scrivendo che spera di vedere un seguito. Ci sarà un Autostrada Gialla Due? Il finale del primo è aperto, per cui tutto può essere...