lunedì 8 gennaio 2018

The Circle

Il film The Circle (del 2017, diretto da James Ponsoldt, regista a me ignoto), è ispirato ad un libro dal medesimo nome, scritto da Dave Eggers, che è anche coautore della sceneggiatura. Si parla, sostanzialmente, di nuove tecnologie. Del libro non posso dir niente, non avendolo letto. Il film, invece, non mi è piaciuto per nulla pur avvalendosi di notevoli attori nei ruoli principali, come Emma Watson (Mae Holland, la protagonista), Tom Hanks (Eamon Bailey, tipico "corporate man" nello stile dot.com), Karen Gillan (Annie, l'amica che introduce Mae in azienda) e altri; in un ruolo abbastanza secondario (il padre di Mae) abbiamo, curiosità, Bill Paxton, il soldato Hudson di Aliens Scontro Finale (ne è passato di tempo, eh?).

Ma andiamo con ordine, avvisando che esporrò la trama del film, ma permetterò di saltare una parte delle anticipazioni più pesanti.

L'azienda dove la nostra protagonista Mae va a lavorare (su imbeccata di Annie, sempre in giro, sempre stressata per il superlavoro) segue più o meno la falsariga di altri "posti di lavoro per creativi:" non sono grigi uffici, è un campus, dove un sacco di attività sono a disposizione, anche non correlate al lavoro.

Lavoro che è mescolato ad esperienze piacevoli e remunerato bene, con l'aggiunta di un sacco di benefit, tra cui la famigerata assicurazione sanitaria (croce e delizia degli yankee), tuttavia l'esperienza di far parte di questa azienda (The Circle, che è un po' facebook e un po' una specie di Google Street View, dove però le immagini sono in tempo reale, poiché vengono messe delle minuscole webcam dappertutto) da una parte fagocita quasi tutto il tempo di Mae, dall'altra la immerge in un'alienante tecno-ideologia.


Mae, che inizia da un compito molto semplice, ovvero l'assistenza ai clienti, viene notata dai superiori e comincia a far carriera, addirittura diventa un personaggio immagine di The Circle: Mae "diventa trasparente," accetta di indossare una telecamera per tutto il santo giorno salvo ovvie eccezioni (ad esempio per andare in bagno) in nome della condivisione delle informazioni, e dell'utilità di questa visibilità totale, che permette di trovare persone scomparse, criminali che si nascondono ecc... per via dei tanti utenti di The Circle e delle telecamere dislocate in giro.

[SPOILER! se non volete sapere troppo della trama saltate da qui fino al prossimo paragrafo in grassetto che si chiude con una parentesi quadra]

Mae diventa portavoce anche di un altro progetto, garantire a tutti gli utenti di The Circle una automatica registrazione al voto (nota per i pochissimi che non lo sanno: negli USA ci si deve registrare nelle liste elettorali per poter votare, non è automatico come da noi). Va pure più in là, proponendo che il voto sia obbligatorio e si voti tramite il sistema di The Circle a cui praticamente tutti sono già connessi.

Tutto questo crea dei problemi agli amici e ai genitori di Mae, poiché la ragazza è, ovviamente, una specie di cavaliere dell'apocalisse per la privacy di tutti quelli che conosce. E la sua improvvisa popolarità rischia di rovinare anche il rapporto con Annie, amica che l'aveva fatta assumere, che ora disprezza il suo ruolo di eroina (manipolata) della rete, e non accetta di parlare con lei mentre è ripresa dalle telecamere.


Mae conosce anche una specie di geniaccio dell'informatica rimasto in ombra e un po' in disgrazia, uno che conosce le sporcacciate compiute dal grande capo Eamon e dall'altro socio. Punto di svolta: spinta dai capi di The Circle, Mae compie un drammatico errore, fa rintracciare dai ficcanaso utenti del social network un suo amico, che era stato già scottato dalle invasioni della sua privacy, e questo poveraccio cerca di scappare, ha un incidente e muore in diretta web.

La nostra protagonista si vendicherà e farà giustizia, tendendo una trappola ai capi di The Circle. In diretta espone le loro malversazioni, imponendo a loro lo stesso "diventare trasparente" che lei ha adottato, e li rovina. The Circle però non cessa le sue attività, nell'ultima scena vediamo Mae navigare in Kayak seguita e inquadrati da dei droni, sempre visibile a tutti. Lo accetta, o vi è rassegnata. Finale un po' ambiguo, insomma la totale trasparenza non si può fermare, magari anzi è un'ottima cosa, si direbbe, purché non sia uno strumento nelle mani di gente cattiva: anzi quando è proprio totale permette di smascherare anche i farabutti al potere. Allo stesso tempo però Mae si è evidentemente rassegnata alla stessa totale trasparenza che le ha creato tanto dolore.

[Fine degli SPOILER]

Da una parte il film sembra suggerire una critica a questa società futura dove il "Grande Fratello" orwelliano siamo un po' tutti noi, e ci sono aziende che si prendono prerogative che devono essere delle nazioni, dall'altra mi sembra mancare il coraggio di una chiara condanna.

The Circle però fallisce soprattutto come film, con una protagonista poco incisiva che sembra soltanto il veicolo per far accadere cose, credo più per responsabilità della sceneggiatura che dell'attrice. Comunque sono tematiche di cui si è già discusso in maniera più interessante e coinvolgente su altri schermi, e vi è la generale sensazione di un tema che è diventato più che distopia futuribile ormai un attuale discorso politico.

Se penso a quanto era frizzante e coinvolgente The Social Network, il film sull'ascesa del patron di facebook, o come il primo dei due film su Steve Jobs sia riuscito a catturare bene o male la mia attenzione, mi viene da dire che The Circle è lontano molti chilometri.

Giudizio finale: noioso, prevedibile, ovvio nei contenuti e falso nelle scene, direi quasi inguardabile, può essere interessante per chi non si è interessato delle nuove tecnologie fino ad adesso, o è vissuto in una caverna fino a ieri.



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